PATTO DI STABILITÀ. L'assessore al Patrimonio Daniele Polato lancia un appello al Governo perché eviti restrizioni Gli introiti delle vendite dei palazzi non sarebbero utilizzabili per investimenti «Saremmo condannati» A Il ministro Giulio Tremonti con il sottosegretario Brancher e PolatoLeonardo Domenici, presidente dell'Anci, l'associazione che riunisce i Comuni italiani, l'ha definita in una lettera al ministro Tremonti, «una provocazione grave e intollerabile». La polemica riguarda la circolare del ministero dell'Economia sul patto di stabilità interno, e in particolare sull'utilizzo degli introiti delle alienazioni immobiliari. Una questione, quest'ultima, che interessa molto da vicino Palazzo Barbieri. Secondo Domenici tale circolare «rende praticamente impossibile il rispetto del patto di stabilità poiché», spiega, «non consentire l'utilizzo dei proventi delle alienazioni immobiliari per finanziare gli investimenti significa cancellare dai bilanci dei Comuni almeno un miliardo e mezzo di euro». A Verona, è l'assessore al Patrimonio, Daniele Polato, a lanciare l'allarme. Ma il sottosegretario Giorgetti assicura il proprio intervento sul ministro per convincerlo a cambiare idea. «Per non sforare il tetto del patto di stabilità», esclama Polato, «abbiamo fatto i salti mortali, inserendo i 20 milioni entrati dalle alienazioni nel bilancio consuntivo 2008. Se sarà confermata, questa interpretazione restrittiva della Ragioneria dello Stato, che non prende in considerazione tali entrate nello stabilire se si sia superata o no la soglia di spesa, ci condannerebbe». Il mancato rispetto del patto, infatti, impedisce ai Comuni di fare investimenti. «Basti pensare», continua Polato, «che il bilancio preventivo 2009 prevede ben 100 milioni da proventi di alienazioni che serviranno alla ristrutturazione dell'Arsenale. Ma se questa entrata non verrà considerata, con il rischio concreto di sforare il tetto di spesa, non potremo far nulla». Malgrado le nubi che si addensano all'orizzonte, l'assessore si dice fiducioso. «Abbiamo chiesto aiuto ai nostri parlamentari, in particolare ai sottosegretari Giorgetti e Brancher, affinché non si penalizzino amministrazioni virtuose come la nostra. Non possono tarparci le ali». Preoccupazioni, quelle dei Comuni come Verona, che Alberto Giorgetti, sottosegretario all'Economia e alle finanze, definisce «ragionevoli». «Non posso promettere nulla, ma sono al corrente della situazione e stiamo lavorando per risolverla», fa sapere il sottosegretario veronese, impegnandosi ad intervenire sul ministro Tremonti. Il problema, conferma Giorgetti, «è l'interpretazione della norma, il cui spirito era ben diverso, e può avere effetti negativi per chi ha disponibilità finanziarie per compiere investimenti». E, nonostante affermi che «Tremonti sull'argomento ha idee rigide», Giorgetti si dice ottimista. «C'è la possibilità di correggere il tiro, e un'occasione buona per intervenire», spiega il rappresentante del governo, «è l'appuntamento di questo mese con le "proroghe ai termini", in cui vengono esaminate e corrette le norme che non funzionano».[FIRMA]