SI PUÒ ANCORA FERMARE LO STECCONE A S. CONCORDIO È ad un cruciale punto di svolta la vicenda della costruzione dello "Steccone" a S. Concordio nell'area Gesam. Infatti, ora che il Comune è tornato ad essere interamente proprietario della Polis, dovrebbero essere venuti meno gli interessi dei privati che volevano realizzare quell'intervento. Come ha sottolineato in consiglio comunale Giorgi, il capogruppo di Governare Lucca, «sarebbe davvero un buon segnale per la città e per la popolazione se iniziassimo il nuovo anno 2009, l'anno della gestione interamente pubblica della Polis, con una marcia indietro, che sarebbe da tutti apprezzata, sui processi di cementificazione del territorio che, almeno in un caso esemplare come quello della Gesam, potrebbero essere rimessi in discussione». Intanto il comitato dei cittadini di S. Concordio che si oppone alla costruzione dello "Steccone" non demorde e, mentre è in attesa che la petizione sottoscritta da oltre mille firme arrivi all'esame del consiglio comunale, ha chiesto un incontro con il sindaco e con i consigli di amministrazione della Gesam e della Polis. I cittadini vorrebbero focalizzare questo incontro sulla inopportunità dell'intervento di nuova costruzione di uffici e negozi da immettere sul mercato, in quanto attorno all'area di progetto vi sono attualmente decine di migliaia di metri quadri di uffici e negozi sfitti e invenduti. Di fronte a questa sovrabbondanza di costruzioni già esistenti e tutte vuote, è difficile comprendere la ragione economica di una ulteriore nuova edificazione nell'area Gesam, in uno degli ultimi spazi rimasti liberi da costruzioni al centro di questa zona. Perché consumare ancora suolo, che è molto prezioso a S. Concordio, quartiere in cui, secondo il piano strutturale, mancano oltre 38.000 mq di verde pubblico? Inoltre in questa situazione di eccesso di offerta e con una domanda quasi inesistente è veramente arduo prospettare che l'impiego di svariati milioni di euro nello sviluppo immobiliare dell'area Gesam possa costituire un buon investimento. Gli altri argomenti oggetto dell'incontro che stanno a cuore ai cittadini, nonché alcuni dei principali motivi per cui trovano inaccettabile il progetto, sono l'esiguità della quota destinata a verde pubblico (mq. 474 su un lotto di mq 11.000), l'aumento del rischio idraulico e il problema dell'aumento del traffico all'incrocio tra via Consani e via Formica. «Abbiamo avuto modo di apprezzare l'impegno sociale della azienda Gesam, che si è manifestato in varie occasioni e vari modi (dal sostegno alle associazioni sportive, al finanziamento del recupero di monumenti), e abbiamo fiducia che questa azienda non mancherà di andare incontro ai bisogni espressi dai cittadini. A maggior ragione in occasione del recupero, che la vede direttamente coinvolta, di una parte così significativa del territorio comunale, che, per la presenza del sito dell'antico Porto, dei canali Formica e Benassai, dell'archeologia industriale dell'ex gazometro e per il verde residuo, rappresenta molto per la memoria e l'identità di S. Concordio». In un momento in cui tanto si parla di "bilancio sociale" delle aziende, questa è l'occasione per dimostrare che qualcosa si può fare. Laboratorio di urbanistica partecipata di S. Concordio