E' VERO che in democrazia tutti abbiano il diritto di parlare, ma quando è troppo, è troppo. Capisco anche i giornali che vogliono ravvivare una querelle locale che sembra essere ferma, dopo che il fronte "pro" cinema appare ammutolito dall'esultanza ingiustificata del sindaco per le dichiarazioni della nuova soprintendente regionale. La signora, in una lettera interna (chissà come venuta in possesso del sindaco) ha sostanzialmente affermato che la struttura dell'ex cineteatro Beniamino Gigli non vale niente. Adesso siamo costretti a sorbirci le esternazioni di "semplice cittadino", ex consigliere comunale il quale, dall'alto della sua competenza e sensibilità storico-architettonica, ci viene a "informare" che, anche secondo lui, quella struttura non vale niente. Apprendiamo da lui che lì, al cineteatro Beniamino Gigli, non hanno mai avuto luogo spettacoli teatrali, concerti, feste, avvenimenti culturali e che i film lì proiettati, non erano "in prima visione". Lui si permette di contraddire quello che è registrato dalle cronache locali e quello che molti di noi ricordano personalmente. Basta dar fiato a trombe, trombette e tromboni! Evidentemente, "memoria storica" è locuzione troppo profonda per certi personaggi, i quali dovrebbero invece tacere, quando non sanno. Ma la realtà è un'altra: continuare a discutere sul valore storico e architettonico di quella struttura, volontariamente lasciata a marcire insieme a tutta la piazza principale, è una bieca operazione che il fronte "pro demolizione" sta facendo. Io, da semplice cittadino, vorrei che quell'edificio, che per me ha valore architettonico, storico e culturale, fosse restaurato e mantenuto, ma, da "cittadino complicato", ciò che più mi preoccupa è tutto quello che al suo posto sarà costruito e che, in questa diatriba, abilmente orchestrata, si vuol far dimenticare: piazza, ex cinema, area ex Orfeo Serafini, rientrano tutti nello stesso progetto. La piazza sarà ridotta a un ristretto cortile semi-pubblico, l'ex campo sportivo Orfeo Serafini sarà definitivamente sacrificato e "piantumato" con una serie di palazzine. La vera questione, per chi non lo avesse mai saputo o facesse finta di aver dimenticato, è la superficie di migliaia di metri quadri che, demoliti cinema e vecchio Comune, l'attuale amministrazione farà costruire in nome della "modernità e del progresso" negli spazi di piazza Garibaldi (5.880 mq su 5 piani, per 16 metri di altezza) e dell'ex campo sportivo (4.550 mq su 3 piani per 10 metri di altezza), dopo aver acquistato i terreni dal Demanio pubblico e averli ceduti quasi gratuitamente a privati, insieme al terreno della piazza. Non si dimentichi che la sola proprietà privata (e sulla sua mancata acquisizione pubblica si potrebbe sicuramente discutere) è lo stabile dell'ex Beniamino Gigli. Per la sua recente acquisizione il valore pagato pare corrisponda al costo di qualche decina di metri di marciapiede pubblico, sicuramente utile per i cittadini, ma anche per i politici da eleggere. Il fatto che nel bilancio comunale determinate uscite siano legalmente, ma discutibilmente, coperte dagli introiti derivanti dalle concessioni edilizie, non giustifica certo lo sperpero e il mal utilizzo dei nostri beni e del nostro territorio. MEDICO