A3, il grande affare dei ritardi una bretella da 5 a 19 milioni Lo svincolo a forma di U dinanzi al palazzo storico del film di Roberto Rossellini Il sindaco "Le istituzioni non dialogano, il tempo passa e il Comune paga" È lui che domanda, con lindice su una mappa: «Il casello dellA3, vede? Lei avrebbe immaginato mai un rettilineo di uscita a forma di U che punta verso un palazzo storico?». Il chirurgo Ciro Borriello sceglie uno scenario futurista per raccontare i paradossi della sua vita da sindaco. Riceve in una sala ad alta tecnologia chiamata "Più Europa", con i computer che già vedono Torre del Greco domani, quarta città della Campania, quasi centomila abitanti, 5 su 100 sono marinai sparsi negli oceani. Ma ora ha smesso di litigare con Autostrade Meridionali che spende 310 milioni per migliorare la Napoli-Salerno, dove ogni giorno la Dia tenta di sorpassare la camorra che si infila nei cantieri infiniti. «Ho smesso di litigare perché mi è stato dimostrato che la struttura ingegneristica è perfetta. Io lho resa sicura con un senso unico in salita che porta allospedale. Altrimenti, la città era separata dal pronto soccorso». Confida il sindaco: «Ho trovato un accordo anche per altre opere con la società Autostrade. La verità è unaltra: in Italia non cè dialogo tra istituzioni». In attesa di mostrare una nuova cartina, lascia che il suo portavoce, Antonio Borriello, studioso di Samuel Beckett, sveli un frammento di questo teatro dellassurdo. Istituzioni contro istituzioni. Lautostrada in uscita punta su un edificio storico: il palazzo del conte Caetani, dove Roberto Rossellini girò il film con Ingrid Bergman dal titolo ancora oggi attuale. "Viaggio in Italia". È una storia italiana il ritardo della bretella che dalluscita dellA3 porterà sulla Nazionale. «Un chilometro che può cambiare da così a così la nostra città, invece», sospira Borriello. Un chilometro lungo ventanni. «La spesa è aumentata. Il Comune finanzia lopera. Ma i soldi previsti non bastano più». Cinque milioni di lire, poi 12 milioni di euro, quindi 19. Ultimo prezzo indicato nel progetto della stessa società Autostrade. «Ora il mio problema è un altro: devo sforare il patto di stabilità perché la cifra è eccessiva. Vedremo come fare in Consiglio». I costi volano come il tempo. Ma Borriello ce lha con le istituzioni, di nuovo. «Non si parlano tra loro. Io combatto da sempre con la Sovrintendenza, che pure rispetto molto. Certe istituzioni nei confronti di noi politici hanno molti poteri e nessuna responsabilità. Cè un architetto che è il terrore di tutti i comuni vesuviani. Non cè nulla che un sindaco possa realizzare in fretta». Rieletto nel 2007, vuole che del suo doppio mandato rimanga qualcosa di importante. «Nel 2009 quanto prima cominciano i lavori della bretella. Ma ho un altro progetto: una superstrada che dal quartiere Leopardi, il casello di Torre Annunziata nord, torni dietro fino alla bretella. Sono due chilometri e mezzo, fra espropri e consiglio comunale passeranno almeno tre mesi, poi consegneremo i lavori». Il progetto incrocia laltro: quello del porto con finanziamenti europei. Potrebbe avere una stazione appaltante unica con le altre grandi opere dellarea torrese-stabiese, per garantire la legalità. Svanisce invece la via di fuga in caso di eruzione del Vesuvio. «Ero deputato nel 2002 quando se ne cominciò a parlare. I soldi passano per la Regione, sono già finanziati, ma la Provincia non dà segni di interesse, fu istituita una conferenza di servizi ai tempi del prefetto Ferrigno, non si è saputo più nulla, quella strada non si farà mai». Borriello scommette quindi solo su due opere. Le sue. La bretella e la superstrada: 27 milioni di euro costa il sogno della quarta città campana. Lautostrada intanto accelera i suoi lavori. Ercolano-Torre del Greco è il tratto più atteso. «È al 91 per cento». Costa 18,2 milioni di euro. E si spiega anche il ritardo di questopera lunga 1,7 km, che prevede terza corsia con strada allargata da 18 a 30 metri, e anche la corsia di emergenza. I lavori, affidati nel maggio 2003 furono di nuovo affidati nel 2005. Rescissione del contratto, sostituita la società che si era aggiudicato lappalto. Intoppi frequenti che hanno tormentato lA3 in questi ventanni. Per la camorra è una questione donore. Solo i clan che entrano negli appalti delle grandi opere sono al primo livello della gerarchia criminale. La Dia ha scovato imprese ancorate o riconducibili alle cosche di Ferdinando Cesarano, boss di Pompei, e di Mario Fabbrocino, egemone nellarea nolano-vesuviana, entrambi allergastolo, ma i clan sono ancora presenti. Imprese in subappalto: nessun contatto quindi con Autostrade Meridionali che gestisce lA3. Il prefetto Alessandro Pansa ha intuito lallarme, rilanciando con più rigore i controlli della Dia, ora diretta in Campania da Maurizio Vallone. Nel tratto Napoli-Pompei cinque società leader si sono aggiudicate gli appalti. Hanno frazionato i lavori e i servizi. E i clan si sono inseriti come serpenti, lo dimostrano le sei imprese che la prefettura ha già escluso. I tempi cambiano, la camorra anche, arriva dai Casalesi lultimo assalto. 2.Continua