Valentino Podestà: «La migliore soluzione è mettere in sicurezza l'attuale tracciato dell'Aurelia» Valentino Podestà, esponente di "Terra di Maremma", associazione ambientalista che fa parte della rete dei comitati per la difesa del territorio, interviene in merito alla questione del Corridoio Tirrenico e, in linea con le dichiarazioni rilasciate da Italia Nostra, ribadisce che la messa in sicurezza della strada statale Aurelia è la via migliore da perseguire per migliorare la viabilità, e non là autostrada. «L'approvazione del Cipe del progetto preliminare dell'autostrada tirrenica (Cecina-Civitavecchia) non ci fa smobilitare - si legge in una nota - siamo pronti anche a impugnare la delibera di fronte al Tar del Lazio. Il Cipe, infatti, ha approvato un progetto che per 23 del suo tracciato deve essere profondamente modificato, secondo quanto richiesto, in una nota del 13 luglio 2007, dall'allora Ministro dei beni e delle attività culturali Rutelli, e che ancora non è stato sostenuto da un credibile piano economico e finanziario». Podestà, fin dal 1988, si occupa di autostrada e ritiene opportuno sottolineare quali siano i problemi e i punti più critici posti dal progetto Sat-Regione Toscana nel comune di Capalbio. «In termini generali - dice Podestà - il progetto Sat comporta la separazione del territorio comunale dalla costa, in quanto esistono già la strada provinciale litoranea, la ferrovia, la strada dell'Origlio, l'Aurelia, la provinciale Pedemontana ed è facile prevedere cosa significhi aggiungere a queste infrastrutture anche un'autostrada di 25,70 metri, distante dall'Aurelia 50-70 metri, una fascia interclusa, inevitabilmente degradata, di 110 ettari fra Aurelia e autostrada, cioè 100 metri di spessore a cui si aggiungono 60 metri di fascia di rispetto inedificabile». «L'autostrada inoltre - conclude l'esponente di "Terra di Maremma" - comporta, solo a Capalbio, l'abbattimento di 6 casali, l'inutilizzabilità di almeno 105 fabbricati, la compromissione di almeno 47 aziende agricole». B.U.