Sono circa seicento i luoghi nel mondo dichiarati patrimonio inalienabile dall'Unesco. Possono essere santuari naturali, paesaggi antro-pizzati, centri storici, interi centri urbani, aree ar-cheologiche, singoli monumenti. L'editore Skira con l'Unesco e Intesa Bci ha in corso di pubblicazione una collana di tre volumi dedicata all'illustrazione e alla schedatura di questi luoghi. Il primo volume è già in libreria e si intitola: Unisco, "Il patrimonio dell'umanità. Siti archeologici e centri urbani" (pagine 384. Euro 50). Questo primo tomo presenta 46 siti, di cui 20 in Europa, 13 in Asia, 5 in Africa, 8 nelle Americhe. Il paese con un numero maggiore di luoghi censiti descritti nel volume è ovviamente l'Italia con ben otto presenze: Ferrara, Paestum, Pienza, il Campo dei Miracoli di Pisa, Pompei, gli edifìci paleocristiani di Ravenna, i Fori Imperiali di Roma, Faenza e le Ville Palladiane. I siti sono suddivisi per tipologia. La scelta, come ogni scelta opinabile, ha comportato anche non poche rinunce dolorose. I curatori hanno puntato al meglio del meglio ma i loro criteri non sono al di sopra di ogni contestazione. La scelta, peraltro, non poteva che essere drastica considerata l'immensità del patrimonio. Comunque il catalogo è questo e si tratta di un bel catalogo. L'editore spiega che le 46 schede intendono illustrare «come la forma urbis, in senso estensivo come forma della città ma anche come forma del luogo edificato eo trasformato dall'uomo, abbia impegnato l'umanità sia in senso teorico-ideale sia come pratica applicazione nell'adattamento e nella radicale trasformazione del paesaggio naturale». Vero. Purtroppo, però, l'umanità, specialmente negli ultimi tempi, si è anche fattivamente prodigata a degradare i tesori ricevuti dalle precedenti generazioni. Tornando al libro, a parte l'Italia, fra gli altri siti, ognuno dei quali accompagnato da una amplissima scheda e da un ricco corredo fotografico, si trovano l'Isola dei Musei di Berlino, all'interno dei quali si ammira il fantastico altare ellenistico di Pergamo; l'Acropoli di Atene; il centro religioso di Suzdal e Vladimir in Russia, dove per sette secoli si sono concentrati capolavori tali da farla considerare una città-museo; la città cinese di Xi'An, con il famoso esercito di terracotta (duemila soldati e 40.000 armi di bronzo) della fine del III secolo a.C, scoperto da un contadino nel 1974; il centro storico di Bukhara nell'Uzbeckistan; la Casba di Algeri; la libica Leptis Magna con i magnifici monumenti romanica città vecchia dell'Avana; il Machu-Picchu del Perù. Il libro, infine, pubblica il lungo elenco dei siti del patrimonio mondiale suddivisi per continente, accompagnati da una breve scheda. Un libro utile, dunque, delle molte bellezze ancora presenti nel pur tanto scempiato nostro pianeta. Un libro nelle cui pagine scorrono tanti luoghi affascinanti, che contribuisce a mantenere alta la guardia contro le sempre possibili distruzioni.
Unesco, tutto o quasi quel che c'è da salvare
L'Unesco ha dichiarato circa 1.600 luoghi nel mondo come patrimonio inalienabile. Un editore, con l'Unesco e Intesa Bci, sta pubblicando una collana di tre volumi per illustrare e schedare questi luoghi. Il primo volume, "Il patrimonio dell'umanità. Siti archeologici e centri urbani", presenta 46 siti, tra cui 20 in Europa, 13 in Asia, 5 in Africa e 8 nelle Americhe. L'Italia ha 8 presenze, tra cui Ferrara, Paestum e Pienza. I siti sono suddivisi per tipologia e presentati con schede e fotografie. Il libro include anche un elenco dei siti del patrimonio mondiale suddiviso per continente.
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