Difficile fare le nozze con i fichi secchi. Lo ha ricordato Sergio Chiamparino, intervenuto alla Conferenza Internazionale sul turismo a «Torino Incontra», rilanciando il pressing sui 54 milioni di euro che Roma deve sbloccare per far partire sotto la Mole e in Piemonte i cantieri di Italia 150: «Non credo che Torino abbia un futuro come città turistica, ma questo settore è complemento fondamentale per leconomia industriale in fase di trasformazione». Al tavolo dei relatori cerano Jacques Attali, il sottosegretario al Turismo Michela Vittoria Brambilla, Enrico Salza, presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Matteo Marzotto, presidente Enit, Santo Versace, Bernabò Bocca, presidente di Confturismo-Confcommercio. «Destinazione Italia 2020»: questo il titolo della Conferenza. Ma lo sguardo del sindaco, che come è noto bada al sodo, si concentra sul 2011. Questione di risorse che mancano allappello, con il rischio molto concreto di annichilire il turismo a Torino e nel Torinese. «In occasione di Torino 2006 il turismo era inserito in una politica che prevedeva investimenti», ha detto Chiamparino. Ora quella stagione è finita, in tutti i sensi: «Guai a sedersi sugli allori, le nuove sfide sono la concorrenza sempre più agguerrita di altre città e, per lappunto, la disponibilità di risorse». Segue la domanda: «Il 2011 è inserito o no nella programmazione turistica nazionale per gli anni a venire?». Domanda alla quale il sottosegretario Brambilla ha risposto con un generico «su Italia 150 stiamo lavorando». Lo stesso concetto ribadito negli ultimi mesi dal presidente del Senato Schifani e dal ministro ai beni Culturali Bondi in visita a Torino. Resta il fatto che, come ha avvertito il sindaco, il tempo stringe: «Se non partono le gare, non faremo in tempo a consegnare le opere». Concetto che domani sarà ribadito da Antonio Saitta, il presidente della Provincia alla guida del «Comitato Italia 150».