Riprodurre in fac-simile il Breviario Grimani della Biblioteca Nazionale di Venezia è stato, per generazioni di editori specializzati italiani e stranieri, il sogno impossibile, lambizione suprema. Perché dire Breviario Grimani vuol dire uno dei massimo (se non, come io credo, il massimo) capolavoro della miniatura fiamminga fra XV e XVI secolo. Vuol dire 835 carte e dunque 1670 pagine decorate con ben 120 miniature a pieno foglio. Vuol dire una preziosa rilegatura in velluto cremisi decorata ai piatti con cornici in bronzo dorato finemente cesellate a motivi di volute ed emblemi e con due grandi medaglioni centrali raffiguranti di profilo il doge Antonio Grimani e il cardinale Domenico, il prelato che il libro acquistò nel 1520 pagandolo la sommavertiginosa di cinquecento ducati doro e destinandolo al patrimonio della Repubblica. Anche se il codice che la Biblioteca Marciana custodisce è ovviamente celeberrimo, continuamente citato in letteratura, in realtà pochi possono dire di conoscerlo sul serio, pochissimi hanno avuto il privilegio di sfogliarlo e di studiarlo carta per carta. Le ragioni sono ben comprensibili. Negli ultimi cinque secoli i custodi del libro meraviglioso (prima i «Procuratori de supra» quando si trovava nel Tesoro di San Marco, poi dal 1781 i bibliotecari della Marciana) hanno cercato di sottrarlo alla pubblica fruizione con un rigore di cui oggi siamo loro grati. Del resto non facevano altro che applicare la provvidenziale prescrizione del donatore, quel Marino, nipote del cardinale Domenico, che legando il Breviario alla Serenissima Repubblica, disponeva che venisse mostrato solo in circostanze eccezionali e solo a persone di assoluto riguardo. «Ostendere debeat personis honorificis, quandocunque oportunum fuerit» recita il vincolo testamentario e questo è il motivo per cui il volume è arrivato fino a noi in condizioni conservative pressoché perfette. Ora la Salerno Editrice di Enrico Malato ha acquistato i diritti e si appresta a "donare" il Breviario Grimani in 750 esemplari che promettono di essere quanto di più raffinato, sofisticato, totalmente mimetico delloriginale, lindustria editoriale può oggi mettere in commercio. Nel mondo degli studi la notizia ha avuto un impatto di internazionale rilievo. Si può quindi capire la presenza in Marciana domani 2 febbraio nelloccasione della presentazione del progetto editoriale, del ministro Bondi, del sindaco di Venezia Cacciari, del Governatore del Veneto Galan, degli ambasciatori in Italia del Belgio e dei Paesi Bassi, insieme ai tecnici (Maurizio Fallace direttore generale peri Beni librari, Maria Letizia Sebastiani direttrice della Marciana fra gli altri) che si sono fatti carico dellimpresa. Perché rendere visibile e consultabile il Breviario Grimani attraverso la sua presenza in facsimile nelle biblioteche pubbliche e negli istituti universitari, significherà mettere a disposizione dei nostri studi un documento figurativo di primaria decisiva importanza fino a oggi poco o pochissimo noto. Il Breviario Grimani è un sontuoso libro di preghiere. Le rubriche si dislocano attraverso il Tempo liturgico, il Salterio, il Comune dei Santi, lUfficio dei Defunti e della Vergine Maria ma dentro la storia di Dio irrompe tenera fragrante come bagnata dalla rugiada e scaldata dal sole, la quotidiana storia degli uomini. Ed ecco le celebri miniature a tutta pagina, che descrivono i falciatori nel campo, sullo sfondo i campanili e le torridi una città di Borgogna o del Brabante velata dalla nebbia. Ecco il contadino allopera in autunno, nel tempo dellaratura,. La presa mimetica sul vero visibile è così grande che credi di poter toccare il pelo ispido e sudato dei magri buoi al giogo e ti sembra di sentire lodore della terra bagnata che il vomero rivolta. Eccola scena della caccia al cinghiale; la bestia abbattuta, i cani che le si avventano contro frementi, tutto un guizzare di muscoli sottopelle e slanci di incontrollabile energia ferina così che il guardiacaccia è costretto a trattenere per le orecchie il molosso più feroce di tutti. La mungitrice e il ragazzino guardiano delle oche, il pescatore che scivola silenzioso nellacqua ferma dello stagno in una notte senza luna, il cavallo che scarta sotto le redini del cavaliere e i corvi che beccano sullaia in una gelida mattina di neve... e, ancora, le vesti sontuose screziate doro, fiammanti di rosso, dazzurro, di verde delle dame e dei cavalieri, le nubi di primavera che si riflettono sul bordo del fiume e le chiome delle querce attraversate dal vento destate. Tutto questo e molto altro ancora cè nel Breviario Grinnani che è da considerare fra i capolavori supremi del naturalismo dOccidente. Dietro questo libro che la magnificenza dì un colto cardinale regalò alla ammirazione del mondo, cè lombra lunga delle «Trés Riches Hennes» del Duca di Berry, oggi nel Museo Condé di Chantilly, cè la civiltà figurativa dei grandi maestri fiamminghi di fine Quattrocento: Hugo van der Goes, Hans Memling, Gerard David, Metsys, Gossaert eccetera... Molte cose occorrerà capire e approfondire. Il commentario curato dai più autorevoli specialisti che accompagnerà il fac simile ci fornirà gli opportuni strumenti di lettura e di interpretazione. Ma prima di tutto occorreva poter disporre del testo. LEditrice Salerno si è impegnata a farcelo avere e di questo le siamo grati.