E con vero compiacimento ho letto dell'intenzione dell'amministrazione di definire nuove regole, chiare e severe per evitare il ripetersi di episodi del genere. Mi sono sempre domandato e ripetutamente scritto su questo giornale perché mai l'Ufficio competente che autorizza simili installazioni non potesse né dovesse entrare anche nel merito dell'estetica o almeno del buon gusto di quanto viene esposto al pubblico e che, in moltissimi casi, diventa a far parte integrante per molto tempo del «paesaggio» urbano. Ora pare che le cose cambino. In verità non sarà facile stabilire precisi parametri che regolamèntino la materia, ma basterà certamente un po' di buon senso da parte dei funzionari addetti per bocciare i casi più eclatanti e d'indubbio cattivo gusto. Non difficile, invece, sarebbe giudicare a proposito della localizzazione delle installazioni pubblicitarie che continuano a fiorire nelle strade e nelle piazze di Napoli (è recente, ad esempio, lo sconsiderato posizionamento di una di queste strutture proprio al centro di un marciapiedi di via dei Mille che ne risulta decisamente diviso in due). In alcuni casi eclatanti e fortemente interessanti il territorio urbano dovrebbe anche essere d'obbligo l'intervento della Soprintendenza. Non è comunque concepibile che molti punti della città continuino ad essere adornati da mastodontici supporti pubblicitari senza alcun dubbio molesti e lesivi della dignità urbana; questi, se pure accettabili in zone di anonima edilizia, certamente non possono esserlo in altre parti urbanisticamente di maggior qualità e di maggior interesse storico e turistico. Accade oggi di non riuscire a posare l'occhio su di un monumento o su una facciata di palazzo storico senza essere disturbati dall'intrusione di un supporto pubblicitario e dalla visione di ciò che esso contiene. In nessuna altra città è possibile assistere a uno scempio tanto invadente e disordinato. Le invadenze sono innumerevoli e rappresentate dall'invadente congerie di tabelloni pubblicitari sparsi per la città, in ogni dove, senza un piano ben definito e il più delle volte collocati in modo irragionevole; e ciò sia per il decoro della città che per un rispetto ai turisti che ancora visitano la nostra città. Sì, per il decoro e per il turismo: quel decoro e quel turismo che pure trovano luogo nell'intitolazione di due assessorati comunali, alla guida dei quali basterebbero semplicemente persone di buon senso che avvertino le negligenze e le disfunzioni di carattere estetico che non di rado mortificano il decoro urbano. A giustificare la concessione di tali soluzioni pubblicitarie non possono certamente bastare i corrispettivi che il Comune riceve in contropartita. Ciò che più ha sorpreso, fin qui, della nostra amministrazione è la sfacciata e continuata insensibilità nei confronti delle proteste e delle richieste che provengono in modo quanto mai esplicito da più parti della città. Chissà se, ora, dalla nuova ricomposta giunta potremo sperare in una inversione di tendenza! È evidente che la questione è meno rilevante e di gran lunga meno grave di tante altre che affliggono la nostra città; ma è uno dei punti dai quali è certo facile partire, è uno degli obiettivi più facilmente perseguibili. Senza trascurare che l'estetica della città può addirittura costituire una questione sociale rilevante, sia come specchio dei suoi abitanti, sia come fattore educativo.
CAMPANIA - localizzazione delle installazioni pubblicitarie
L'autore esprime la sua soddisfazione per l'intenzione dell'amministrazione di stabilire nuove regole per evitare episodi di installazioni pubblicitarie di cattivo gusto. Tuttavia, ritiene che sia difficile stabilire parametri precisi per regolamentare la materia. L'autore critica le installazioni pubblicitarie che continuano a fiorire nelle strade e nelle piazze di Napoli, considerandole molesti e lesive della dignità urbana. Sostiene che l'intervento della Soprintendenza sia necessario in alcuni casi. L'autore lamenta la mancanza di sensibilità dell'amministrazione nei confronti delle proteste e delle richieste della città. Crea l'ipotesi che la nuova giunta potrebbe iniziare a prendere in considerazione la questione.
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