Castellammare. «Dopo il restauro Grotta san Biagio potrebbe divenire un punto di riferimento fondamentale per il turismo archeologico dell'area a sud di Napoli, anche con un riconoscimento internazionale come patrimonio dell'umanità, vista la straordinaria varietà di affreschi di epoca antichissima ancora presenti nei cunicoli in via di ripulitura della più antica chiesa della città stabiese». La proposta è dello storico Pippo d'Angelo che a margine dell'incontro sui beni culturali e sulle tradizioni dell'area termale, (organizzato dalle associazioni Achille Basile-Le ali della lettura, Certamen Plinianum, Anils e Ridrs, tenutosi nell'auditorium del liceo Severi l'altra sera) che ha visto la partecipazione anche di Pierluigi Fiorenza, nella doppia veste di relatore e storico, dei docenti Antonio Ziino e Giovanna Maglio e di don Antonio Cioffi, delegato arcivescovile della Diocesi sorrentino-stabiese, (nonché responsabile del Museo archeologico allestito nell'ex Chiesa dell'oratorio a piazza Giovanni XXIII), ha provocatoriamente, ma non troppo, riacceso i riflettori sulle ricchezze archeologiche e storiche del territorio termale, da anni in uno stato di oblio e di abbandono, nonostante all'estero l'arte di epoca romana sia più conosciuta e famosa che nel resto dell'Italia. «Purtroppo siamo alle solite -h a precisato amareggiato lo storico della città delle acque - la valorizzazione dei nostri beni culturali non può più attendere, la maggior parte dei cittadini non ha mai visto le antichità degli scavi di Varano o dell'Antiquarium chiuso e non immagina minimamente le potenzialità dell'Ipogeo di san Giasone e Mauro (conosciuto come grotta san Biagio) che con i lavori in corso della Sovrintendenza di Napoli continua a costituire un mistero per le scoperte che giorno per giorno sono sotto gli occhi degli studiosi e degli archeologi. Dalle decine di sepolcri che stanno venendo fuori dalla pulizia delle gallerie sotterranee - ha continuato Pippo d'Angelo - agli affreschi dei primi cristiani come quelli degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele (ed anche del quarto arcangelo Uriele, disconosciuto dopo il Concilio di Aquisgrana, perché il suo nome compare solo nei Vangeli apocrifi) ad un dipinto che probabilmente ritrae lo stesso santo patrono Catello alle opere successive del Quattrocento, forse di scuola giottesca. Ed ancora il mistero si infittisce - ha concluso d'Angelo - quando si parla dei resti mortali del nostro santo protettore, che potrebbero trovarsi proprio nella prima area Christianorum della nostra città». Una miniera di opere d'arte, che a detta dello storico, ma anche della vicepreside del liceo Francesco Severi, presidente dell'associazione Achille Basile-Le ali della lettura, Carmen Matarazzo, merita di essere finalmente riconosciuto e tutelato per le giovani generazioni e puntare in alto nel riqualificare il flusso di stranieri nella città. «Le ricchezze della nostra città - ha sottolineato la portavoce dell'associazione promotrice di incontri culturali sul territorio - sono talmente tante che rischiamo di perderne il conto se non cominciamo da subito a chiedere finanziamenti e programmi per la tutela dell'arte sacra e profana. L'amministrazione comunale - ha aggiunto la docente di viale d'Orsi- ha ricominciato a parlare di cultura con i lavori per la Reggia di Quisisana, e la Diocesi con la raccolta di reperti di epoca paleocristiana in esposizione nella chiesetta del centro antico. Ma per gli Scavi e per Grotta san Biagio c'è ancora tanto da fare». «Anche le associazioni ha concluso D'Angelo - dovrebbero fare compatte un programma per rilanciare le antichità di Grotta san Biagio come patrimonio Unesco».
CAMPANIA - Castellammare. Dopo il restauro Grotta san Biagio
In Castellammare, un storico ha proposto di riconoscere Grotta san Biagio come patrimonio dell'umanità, grazie alla sua varietà di affreschi di epoca antichissima. La grotta, in via di restauro, potrebbe diventare un punto di riferimento per il turismo archeologico dell'area. Lo storico Pippo d'Angelo ha sottolineato la ricchezza archeologica e storica del territorio termale, che è stata trascurata per anni. Ha chiesto finanziamenti e programmi per la tutela dell'arte sacra e profana, e ha invitato le associazioni a unire le forze per rilanciare le antichità della grotta.
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