I turisti hanno lasciato testimonianza anche sul marmo esterno della lanterna, il punto più alto. I casi dellAccademia e degli Uffizi Nomi, frasi, insulti costellano le pareti lungo i 400 gradini fino alla vetta I cunicoli che portano alla vetta della Cupola del Duomo sono pieni di scritte di turisti. Frasi damore, cuoricini, firme, insulti. E anche la «lanterna», la parte esterna più alta, è imbrattata. Lo testimoniano alcune fotografie inviate da un nostro lettore, che sabato pomeriggio ha immortalato i graffiti presenti sulle pareti interne ed esterne del capolavoro brunelleschiano. Tazebao di scritte sulle pareti della Cupola Da "Vale ti amo" agli insulti, alle firme: tappezzati i 400 scalini AllAccademia si pensa a una gigantografia, agli Uffizi a una cancellata Vale ti amo. Reta è stato qui. Laura 51007. Le pareti che costeggiano gli oltre 400 gradini della cupola del Duomo sono un tazebao di scritte fatte con pennarelloni, biro, lapis. Nomi, frasi, insulti si sono affastellati e sovrapposti negli anni: testimonianze di gite scolastiche fuori controllo e di turisti maleducati. Un lettore ci ha inviato alcune foto che documentano lo scempio. Si chiama Donato Mongatti, ha 36 anni, è un musicista, docente della Scuola di Musica di Fiesole. Sabato pomeriggio è uscito di casa per alcune foto nel centro di Firenze, «cera una luce splendida». Arrivato in piazza Duomo ha pensato di fare qualche scatto dalla Cupola. La città dallalto. Ma lobiettivo della sua macchina ha catturato ben altre immagini. Lucchetti dellamore attaccati alle feritoie da cui prendono gli strettissimi corridoi. Ci sono scritte ovunque. Persino sul marmo esterno della lanterna, in cima alla cupola, i turisti hanno deciso di lasciare la loro testimonianza. Non cè un angolo che non riporti frasi, nomi, date. Il bello è che allinizio dellangusto percorso che porta alla vetta del capolavoro brunelleschiano, fa mostra di sé un cartello che invita, in italiano e in inglese, a non scrivere sui muri. Gli sfregi cominciano proprio da lì. «Nessuna perquisizione allingresso» dice Mongatti: uno potrebbe entrare anche con uno scalpello e inciderlo, il proprio nome, in quel marmo antico. «E intorno alla lanterna, un solo custode: chi si trova dalla parte opposta ha tutto il tempo di sfreguare quanto vuole. Anche altri turisti sono rimasti esterrefatti e hanno immortalato lo scempio». Il problema delle scritte sui muri affligge da sempre i monumenti fiorentini più visitati. Ogni anno fioriscono allesterno della galleria dellAccademia (tanto che la direttrice Franca Falletti ha proposto di coprirle con la gigantografia di un artista writer) o nel loggiato degli Uffizi (lidea del direttore Franco Natali: chiuderlo con una cancellata). E nello febbraio dello scorso anno una studentessa giapponese fu fotografata mentre imbrattava proprio i marmi del Duomo, scatenando una condanna mediatica generale. Persino le scuse delle istituzioni giapponesi.
FIRENZE - Sfregi a gogò sui muri della Cupola
I turisti hanno lasciato testimonianza di scritte sui muri e sul marmo esterno della lanterna della Cupola del Duomo a Firenze. Le scritte includono frasi d'amore, cuoricini, firme e insulti. La lanterna, il punto più alto, è stata imbrattata. I cunicoli che portano alla vetta della cupola sono pieni di scritte. I turisti hanno anche lasciato scritte sul marmo esterno della lanterna. Un lettore ha inviato foto che documentano lo scempio. La situazione è stata descritta come un "tazebao" di scritte. Le istituzioni fiorentine hanno proposto di coprire i marmi con la gigantografia di un artista writer.
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