Il Comune: cè una lettera del governo. Dubbi della corte dei Conti. Preoccupazione anche per i tagli di Tremonti. Il Pd: la Moratti venga in aula a spiegare. La Corte dei Conti solleva dei dubbi sui finanziamenti statali per lExpo 2015. E non su quei 2,3 miliardi di euro che sono ancora da trovare, quelli necessari per realizzare le cosiddette "opere connesse" (autostrade, metropolitane, ferrovie etc.), ma sui 3,2 miliardi che sono sempre stati dati per certi. Soldi che servono subito, per iniziare a costruire il sito della grande fiera universale e per avviare quella macchina organizzativa ancora in stallo a quasi un anno dalla vittoria. Una spesa consistente coperta per 1,4 miliardi dallo Stato, 851 milioni dagli enti locali e 891 dai privati. Il governo, da parte sua, ha distribuito il suo finanziamento in sei tranche: 30 milioni nel 2009, 45 nel 2010, 59 nel 2011, 223 nel 2012, 564 nel 2013, 445 nel 2014 e 120 nel 2015. Un crescendo di investimenti che già nel mesi scorsi aveva sollevato molti dubbi. Ora però le perplessità arrivano dalla magistratura contabile che nella Relazione quadrimestrale sulla legge di spesa del 16 gennaio 2009 scrive: «Gli oneri relativi alla realizzazione delle opere connesse allExpo autorizzate dallarticolo 14 per gli anni dal 2012 al 2015» sono «in misura largamente eccedente quelli autorizzati per gli anni compresi nel bilancio triennale 2009-2011. Il divario è particolarmente evidente per gli esercizi 2013 e 2014». E aggiunge che «sarebbero state assolutamente necessarie specifiche indicazioni nella clausola sulle risorse destinate a far fronte a oneri così largamente eccedenti quelli compresi nel bilancio triennale». Come dire: bisognava chiarire fin da subito dove e come il governo pensa di trovare quella marea di soldi che nel bilancio triennale non sono stati stanziati. Alla critica il Comune risponde ricordando la lettera firmata dallallora presidente del consiglio Romano Prodi allegata al dossier di candidatura in cui lo Stato garantiva appoggio e copertura dellevento, e che la suddivisione del finanziamento decisa dal governo in realtà è calcolata in base al programma con cui Milano si presentò al Bie, in funzione quindi delle spese previste anno per anno per arrivare al 2015 con tutte le opere realizzate. Ma i dubbi non si fermano qui. Oltre al parere della corte dei Conti, sul futuro di Expo (e di Milano) pesa come un macigno lultima uscita del ministro dellEconomia Giulio Tremonti che in una circolare ai sindaci annuncia limpossibilità, dora in avanti, di utilizzare i proventi delle alienazioni immobiliari per gli investimenti. Operazione su cui Palazzo Marino fa molto affidamento, non solo in vista di Expo. «Siamo preoccupati - commenta Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd a Palazzo Marino - . Chiederemo al sindaco di venire in aula oggi per spiegarci le ricadute di questo provvedimento sulle casse del Comune». La circolare Tremonti potrebbe ostacolare anche lExpo 2015. «Dei 3,2 miliardi di euro per le infrastrutture essenziali 851 milioni sono a carico dagli enti locali - spiega Antonio Misiani, deputato del Pd - . Come faranno a garantirli senza rompere il patto di stabilità? E se non ci riusciranno, quei soldi chi li metterà? Lo Stato?». Domande che i deputati del Partito Democratico hanno posto anche al ministro Tremonti, in uninterrogazione in cui si chiedono chiarimenti anche riguardo ai finanziamenti dei privati. «Anche su questo punto non ci sono certezze - continua Misiani - . Chi sono quei privati disposti a investire nellExpo? È passato quasi un anno e ancora non lo sappiamo».
MILANO - Un nuovo allarme fondi per lExpo
Il Comune di Milano ha ricevuto una lettera del governo che solleva dubbi sulla legge di spesa per Expo 2015. La Corte dei Conti ha anche sollevato dubbi sui finanziamenti statali per lExpo, specificamente sui 3,2 miliardi di euro destinati alle infrastrutture. Il governo ha distribuito il finanziamento in sei tranche, con un crescendo di investimenti che già nel 2014 aveva sollevato molti dubbi. La Corte dei Conti ha criticato la mancanza di specifiche indicazioni sulla destinazione dei fondi e ha sollevato dubbi sulla possibilità di trovare i soldi necessari per realizzare le opere connesse. Il Comune ha risposto ricordando la lettera del presidente del Consiglio Romano Prodi e la suddivisione del finanziamento.
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