Campidoglio e Collegio Romano hanno confezionato ieri un altro "pasticciaccio brutto", un colpo di mano dei più clamorosi, stavolta in tema di archeologia romana. Il ministro Bondi e il sindaco Alemanno hanno concordato di proporre al governo la nomina di un commissario straordinario e di un vice-commissario, pure straordinario ma "attuatore" (entrambi con poteri che vanno quindi al di là delle leggi vigenti), per "l'intera area archeologica di Roma e di Ostia antica" nelle persone del sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso, e dell'assessore capitolino alla pianificazione Marco Corsini. E la Regione Lazio (assessore alla Cultura, Rodano)? Dimenticata. E la direzione generale regionale dei BCA (Marchetti)? Svuotata, assieme alle Soprintendenze statali ai Beni archeologici di Roma (Bottini) e di Ostia Antica (Moretti) e a quella Capitolina (Broccoli). Spunta invece un superconsulente nella persona dell'archeologo Andrea Carandini che ambisce ad un Museo dell'antichità romana (ma non c'è già Roma?). Ed è sempre in agguato l'ombra di Cutrufo coi centurioni, le bighe e il parco tematico sulla romanità. Quali i motivi di questo clamoroso commissariamento? Forse un dissesto idrogeologico stile Calabria? Neanche per sogno. Fra l'altro il comunicato ufficiale parla di poteri straordinari "anche" di protezione civile. "Anche", attenzione. Ci sono stati alcuni cedimenti sul Palatino, ma basterebbe finanziare seriamente la Soprintendenza. Siamo ad una emergenza tale da scomodare Bertolaso? Non scherziamo. Si sa che le piogge eccezionali hanno prodotto infiltrazioni d'acqua nella Domus Aurea, ma è arcinoto che, fino a quando non si taglieranno i pini del parco soprastante che con le loro radici portano in basso acqua e umidità, il problema non verrà risolto. Nominiamo per questo Bertolaso? Ma per favore. Se esistono problemi di sicurezza per i Fori e per i loro monumenti durante la notte, ci mandiamo di pattuglia il capo della polizia Manganelli? Con questa logica diventa possibile. Ci sono problemi di custodi? Problemi non mancano mai, però, forse, ad affrontarli basta il sottosegretario Giro, mentre il ministro Bondi scrive poesie e recensioni. Non stiamo a prenderci in giro (nella lingua del Belli sarei più drastico), siamo vecchi del mestiere: si crea il solito tavolone di lavoro, tecnico e affollatissimo, lo si riunisce una volta, e intanto supercommissario e vice fanno quello che vogliono coi loro poteri straordinari. Non a caso ci hanno messo due figure di nomina strettamente politica - un sottosegretario e un assessore comunale il secondo chiaramente incompatibile, tagliando fuori, di fatto, i tecnici delle Soprintendenze e i loro uffici ai quali per ora spetta, in toto, la tutela. Non solo: il patto di ieri passa fra governo centrale e Comune di Roma lasciando seccamente fuori la Regione Lazio infischiandosene del Codice per i beni culturali e paesaggistici e del Titolo V della Costituzione. Regolarmente approvati e vigenti entrambi, mentre il disegno di legge sul federalismo fiscale che contiene le norme (pasticciate) per il futuro Ente Roma Capitale è, per ora, passato, a fatica, in prima lettura al Senato, e ne ha un bel po' di strada da fare. Ma il sindaco Alemanno vuole mano libera e con lui il vice-sindaco Cutrufo. Per "valorizzare Roma", per "rendere riconoscibili i luoghi" (i turisti, si sa, dentro i Fori si perdono, a migliaia, e lì vagano smarriti per mesi). Magari con una spettacolare illuminazione per il prossimo Natale di Roma. Nel contempo vogliono organizzare all'EUR un fragoroso circuito di Formula 1 così i residenti imparano a convivere con l'urlo dei bolidi e l'immagine futuristica di Roma trionfa nel mondo, in competizione con Shangai e Montecarlo, regni dei grattacieli e del cemento. Ma dove siamo precipitati in pochi mesi? In quale abisso sottoculturale? Intellettuali romani e italiani, battete un colpo se ci siete. Opposizione, svegliati. Campidoglio e Collegio Romano hanno confezionato ieri un altro "pasticciaccio brutto", un colpo di mano dei più clamorosi, stavolta in tema di archeologia romana. Il ministro Bondi e il sindaco Alemanno hanno concordato di proporre al governo la nomina di un commissario straordinario e di un vice-commissario, pure straordinario ma "attuatore" (entrambi con poteri che vanno quindi al di là delle leggi vigenti), per "l'intera area archeologica di Roma e di Ostia antica" nelle persone del sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso, e dell'assessore capitolino alla pianificazione Marco Corsini. E la Regione Lazio (assessore alla Cultura, Rodano)? Dimenticata. E la direzione generale regionale dei BCA (Marchetti)? Svuotata, assieme alle Soprintendenze statali ai Beni archeologici di Roma (Bottini) e di Ostia Antica (Moretti) e a quella Capitolina (Broccoli). Spunta invece un superconsulente nella persona dell'archeologo Andrea Carandini che ambisce ad un Museo dell'antichità romana (ma non c'è già Roma?). Ed è sempre in agguato l'ombra di Cutrufo coi centurioni, le bighe e il parco tematico sulla romanità. Quali i motivi di questo clamoroso commissariamento? Forse un dissesto idrogeologico stile Calabria? Neanche per sogno. Fra l'altro il comunicato ufficiale parla di poteri straordinari "anche" di protezione civile. "Anche", attenzione. Ci sono stati alcuni cedimenti sul Palatino, ma basterebbe finanziare seriamente la Soprintendenza. Siamo ad una emergenza tale da scomodare Bertolaso? Non scherziamo. Si sa che le piogge eccezionali hanno prodotto infiltrazioni d'acqua nella Domus Aurea, ma è arcinoto che, fino a quando non si taglieranno i pini del parco soprastante che con le loro radici portano in basso acqua e umidità, il problema non verrà risolto. Nominiamo per questo Bertolaso? Ma per favore. Se esistono problemi di sicurezza per i Fori e per i loro monumenti durante la notte, ci mandiamo di pattuglia il capo della polizia Manganelli? Con questa logica diventa possibile. Ci sono problemi di custodi? Problemi non mancano mai, però, forse, ad affrontarli basta il sottosegretario Giro, mentre il ministro Bondi scrive poesie e recensioni. Non stiamo a prenderci in giro (nella lingua del Belli sarei più drastico), siamo vecchi del mestiere: si crea il solito tavolone di lavoro, tecnico e affollatissimo, lo si riunisce una volta, e intanto supercommissario e vice fanno quello che vogliono coi loro poteri straordinari. Non a caso ci hanno messo due figure di nomina strettamente politica - un sottosegretario e un assessore comunale il secondo chiaramente incompatibile, tagliando fuori, di fatto, i tecnici delle Soprintendenze e i loro uffici ai quali per ora spetta, in toto, la tutela. Non solo: il patto di ieri passa fra governo centrale e Comune di Roma lasciando seccamente fuori la Regione Lazio infischiandosene del Codice per i beni culturali e paesaggistici e del Titolo V della Costituzione. Regolarmente approvati e vigenti entrambi, mentre il disegno di legge sul federalismo fiscale che contiene le norme (pasticciate) per il futuro Ente Roma Capitale è, per ora, passato, a fatica, in prima lettura al Senato, e ne ha un bel po' di strada da fare. Ma il sindaco Alemanno vuole mano libera e con lui il vice-sindaco Cutrufo. Per "valorizzare Roma", per "rendere riconoscibili i luoghi" (i turisti, si sa, dentro i Fori si perdono, a migliaia, e lì vagano smarriti per mesi). Magari con una spettacolare illuminazione per il prossimo Natale di Roma. Nel contempo vogliono organizzare all'EUR un fragoroso circuito di Formula 1 così i residenti imparano a convivere con l'urlo dei bolidi e l'immagine futuristica di Roma trionfa nel mondo, in competizione con Shangai e Montecarlo, regni dei grattacieli e del cemento. Ma dove siamo precipitati in pochi mesi? In quale abisso sottoculturale? Intellettuali romani e italiani, battete un colpo se ci siete. Opposizione, svegliati.