Caro direttore, da oltre sei mesi siamo in attesa di una risposta da parte della giunta comunale e del consiglio di Sarno alla nostra proposta di completare la redazione del piano urbanistico comunale. Un piano urbanistico che ci era stato affidato nella primavera del 2003 dopo aver vinto il concorso pubblico promosso dal comune alla fine del 2002. Come è noto, più di tre ani fa, nel dicembre del 2005, avevamo presentato al consiglio comunale la bozza di preliminare del piano urbanistico, un documento che indicava le linee di sviluppo del territorio di Sarno. Il preliminare del piano proponeva di bloccare lo sviluppo urbano nella piana e il conseguente consumo di suolo agricolo, di combattere l'abusivismo spostando risorse sul recupero dei centri storici comunali, di valorizzare le attività produttive, di salvaguardare il paesaggio montano e fluviale. Oltre che naturalmente di impedire qualsiasi nuova costruzione o ristrutturazione nelle zone a rischio di smottamento. Ma questo progetto non è mai stato seriamente discusso dal consiglio comunale, né la sua approvazione è stata messa all'ordine del giorno della giunta comunale. Al contrario, in questi tre anni gli uffici tecnici comunali hanno continuato a licenziare un numero spropositato di concessioni edilizie (ben 53 nuove concessioni nell'area urbana e 29 nelle zone agricole), senza chiederci un parere preventivo e neppure consentirci di consultarle; è bene ricordare che molte di queste licenze sono totalmente in contraddizione con gli indirizzi proposti nella bozza di preliminare e alcune addirittura in aree non edificabili. Non solo: non ci è stata mai fornita la mappatura aggiornata dell'abusivismo edilizio che avevamo più volte richiesto come condizione di partenza per redigere il piano regolatore. Ancora più grave è stata la scelta del Comune, nel luglio 2005, di presentare e far approvare in consiglio comunale una delibera che ha ottenuto il voto unanime dei consiglieri e che rende abitabili (a Sarno! A soli 10 anni dall'alluvione!) tutti i piani interrati; una scelta da cui siamo stati tenuti all'oscuro, che ci è stata comunicata a delibera votata e che da sola inficia tutte le previsioni di crescita della città, oltre che essere pericolosa e irresponsabile. Il disinteresse verso la nostra bozza di piano regolatore è sembrato di colpo interrompersi nel maggio 2008 quando, a seguito di una nostra dichiarazione durante la trasmissione televisiva «Ambiente Italia» in cui denunciavamo il numero incredibile di concessioni edilizie rilasciate dall'amministrazione comunale, siamo stati convocati dal consiglio comunale a discutere di come riprendere l'elaborazione del piano regolatore. Nello scorso mese di giugno, nel corso di due successivi incontri con il consiglio comunale, abbiamo avuto modo di ripresentare gli indirizzi del piano regolatore e abbiamo annunciato la nostra volontà di completare la redazione del piano urbanistico a patto che fosse immediatamente bloccata ogni ulteriore concessione edilizia, fino al momento dell'approvazione del nuovo strumento urbanistico. Una misura di garanzia assolutamente necessaria per ridare legittimità a uno strumento di governo del territorio che altrimenti sarebbe stato reso del tutto superfluo prima ancora della sua adozione da una gestione irresponsabile del territorio. Ma da allora, nonostante alcune dichiarazioni di disponibilità, non abbiamo più avuto comunicazioni né dai membri del consiglio comunale, né dalla giunta comunale di Sarno che, evidentemente, preferisce proseguire in una pratica di rilascio di concessioni edilizie, di oggettivo favoreggiamento dell'abusivismo, di sostanziale disprezzo dell'ambiente e del futuro dei cittadini di Sarno. Proprio perché non intendiamo offrire alibi a chi non ha nessun interesse a migliorare il suo territorio governandone le trasformazioni, dichiariamo a questo punto la nostra indisponibilità a continuare a ricoprire quel ruolo di consulenza tecnico- urbanistica che di fatto non ci è stato mai permesso di svolgere. Ma proprio la gravissima condizione in cui versano i territori della piana del fiume Sarno ci spinge, prima di abbandonare il nostro incarico, a denunciare pubblicamente e con forza l'atteggiamento irresponsabile della giunta e del consiglio comunale di fronte alla possibilità di approvare dopo piu di 30 anni di assenza un piano urbanistico in grado di valorizzare e finalmente salvaguardare un territorio ferito non solo dalle catastrofi naturali, ma anche dalle inadempienze degli uomini. Docente di Progettazione urbana alla Facoltà di Architettura di Venezia Direttore della rivista Abitare Panoramica di Sarno
L'URBANISTA E IL PIANO URBANISTICO COMUNALE Sarno, Boeri getta la spugna Troppe concessioni edilizie
Il direttore di una rivista di Sarno, docente di Progettazione urbana alla Facoltà di Architettura di Venezia, denuncia l'assenza di risposta da parte della giunta comunale e del consiglio comunale alla proposta di completare la redazione del piano urbanistico comunale. Il piano, presentato nel 2003, proponeva di bloccare lo sviluppo urbano, combattere l'abusivismo e valorizzare le attività produttive. Tuttavia, gli uffici tecnici comunali hanno continuato a licenziare concessioni edilizie senza chiedere un parere preventivo e senza consultare la società.
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