La questione edilizia Un vertice dopo la sentenza della Corte europea «Giudici influenzati da perizie poco attendibili» Ieri scontro in tv tra Emiliano e Di Cagno Abbrescia. Il sindaco: «Pronti a collaborare per il risarcimento» La sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu), in merito alla vicenda Punta Perotti, ha dimostrato che in materia urbanistica le leggi italiane non sono chiare e che le pronunce dei giudici spesso vengono influenzate dai pareri poco attendibili dei consulenti delle procure. I timori? «Tutti legati - ha spiegato Vito Bellomo, presidente della sezione edili di Confindustria Bari - all'incertezza di portare a termine i nostri investimenti. Aspetto che è stato complicato anche da decisioni della Regione e da provvedimenti urbanistici del Comune». L'analisi emerge dall'incontro tenutosi ieri nella sede degli industriali per discutere della pronuncia del Cedu. Un appuntamento che cade all'avvio della campagna elettorale. I costruttori hanno voluto lanciare un messaggio. «Occorre sostenere un settore - ha detto Bellomo - che da' lavoro a tante persone e che deve scontrarsi con regole incerte. Anche quando un'azienda dispone delle autorizzazioni rischia di vedersi sequestrare il cantiere per il reato di lottizzazione abusiva». A raccontare le tante anomalie di un processo «pieno di contraddizioni» il legale delle imprese vincitrici, Pasquale Medina, che non ha perso l'occasione per evidenziare «le distorsioni che alcuni consulenti delle procure hanno prodotto con il loro operato». Il riferimento è alla perizia di Dino Borri, professore di Urbanistica all'Università di Bari e coordinatore del Piano strategico, letta al pubblico presente. Il confronto politico su Punta Perotti si è poi trasferito sul piccolo schermo con un faccia a faccia tra il sindaco Michele Emiliano e il candidato del Pdl Simone Di Cagno Abbrescia davanti alle telecamere di Ambiente Italia, programma di Rai Tre. «Sbagliato demolire con tanta fretta per ragioni mediatiche e non di giustizia», per quest'ultimo. «Demolizione obbligatoria, ma pronti a far la nostra parte per risarcire l'ingiusta confisca», la tesi del sindaco. «Se l'abbattimento è stato un merito, la medaglia posso appuntarmela io più di chiunque altro visto che la procedura è stata avviata dalla mia amministrazione », ha detto il candidato sindaco del Pdl. Emiliano, invece, ha insistito molto sul punto che gli sta più a cuore: l'indennizzo che la Corte di giustizia europea ha riconosciuto ai costruttori risarcirà l'illegittimità della confisca, non dell'abbattimento, considerato legittimo anche dai giudici Strasburgo. E ha indicato con precisione la strada che va seguita per questo risarcimento. «I suoli vanno restituiti per equivalente, cioè con un valore a compensazione ». Soldi, altre aree edificabili oppure aree già edificate ma dismesse, come le caserme. «L'indennizzo spetta allo Stato, ma il Comune, che ha beneficiato dei suoli confiscati diventando proprietario di un grande valore, collaborerà». Michele Matarrese, presidente della Salvatore Matarrese, ha guardato il programma in tv. «Dopo undici anni di polemiche dice l'imprenditore - mi metto alla finestra e aspetto la chiamata del governo. Il resto è solo una questione politica che non mi fa né caldo, né freddo». Vito Fatiguso Adriana Logroscino Vito Bellomo e Pasquale Medina