«Dolorose, ma ineludibili decisioni»: un comunicato dai toni drammatici, per informare «l'utenza» che dal 2009 e «fino a data da destinarsi» la Biblioteca nazionale centrale di Roma la più importante biblioteca d'Italia, con precisi fini istituzionali e obblighi di legge ha sospeso il servizio di distribuzione pomeridiano. Orari dimezzati. Richiedere un libro il pomeriggio non è più possibile. I motivi? «Il continuo decremento delle risorse umane di un organico già sottodimensionato» e la conclusione del progetto che ha visto impegnati i volontari del servizio civile. Un comunicato per informare l'utenza. Servizio ridotto «fino a data da destinarsi». «Fatto il possibile per evitarlo» Può succedere, sì. Può succedere anche in una Biblioteca nazionale centrale ( nazionale, centrale), risorsa imprescindibile e presente in ogni paese del mondo, oltretutto con precisi obblighi di legge. Può succedere, certo, se di biblioteca nazionale italiana trattasi. Può succedere e infatti è successo, dal 7 gennaio scorso: l'orario di distribuzione della Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II di viale Castro Pretorio, la più importante d'Italia, è stato non solo ridotto, ma addirittura dimezzato, scomparendo (del tutto) la distribuzione pomeridiana. La notizia, piuttosto clamorosa, è stata diffusa da un comunicato della direzione, lo stesso che oggi accoglie il visitatore al bancone d'ingresso: «A seguito della conclusione del progetto che ha visto impegnati i volontari del servizio civile per assicurare l'erogazione dei servizi all'utenza, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si trova nella condizione di non poter ulteriormente garantire il livello quantitativo di prestazioni finora erogate. Il continuo decremento delle risorse umane, di un organico già sottodimensionato all'origine, ulteriormente aggravato dalle cessazioni dal servizio a vario titolo, costringe l'Istituto a prendere delle dolorose, ma ineludibili decisioni in merito alla funzionalità dell'Istituto stesso. A partire dal 7 gennaio 2009 pertanto il servizio di distribuzione pomeridiano viene sospeso fino a data da destinarsi. Nella consapevolezza che tale spiacevole misura va a incidere negativamente sulle necessità dell'utenza, la Direzione dell'Istituto auspica che si possano al più presto attivare meccanismi e risorse che valgano a ripristinare almeno il livello di prestazioni fino a oggi erogate. Per doverosa informazione si rappresenta all'utenza che la Direzione dell'Istituto ha fatto il possibile per evitare di giungere a tali decisioni». La stessa direzione, pur interpellata, preferisce non aggiungere altro. I toni quasi rassegnati e anche insoliti del comunicato («dolorose, ma ineludibili decisioni ») parlano da soli (e una pressoché analoga decisione è stata presa, a Firenze, anche per l'altra biblioteca nazionale italiana. Un vero e proprio sos a cui finora il ministero per i Beni culturali non ha riposto giustificato da una serie di motivi concreti. In sintesi: niente più servizio civile, accordo terminato il 31 dicembre (50 persone, via. A parte qualcuno che ha scelto di restare come volontario). Fondi sempre più ridotti. Ma ridotti davvero: dai tre milioni e rotti del 2001 agli 1,5 previsti (cifra ufficiosa) per il 2009 (e solo di bollette e pulizie si spendono un milione e 750 mila euro), accordi con le università non più «seduttivi» per gli studenti, con crediti formativi ridotti (da 4 a 1). La biblioteca nazionale, a fronte di questi e altri problemi, ha, per dirne un'altra, interrotto gli acquisti di periodici stranieri e di fatto compresso dunque anche alcune sue finalità istituzionali. Le biblioteche, si sa, sono le «sorelle» povere in un sistema, quello della cultura, che è già di per sé il «parente» povero degli altri ministeri (nell'ultimo concorso, su 80 posti per il Lazio, 40 sono per gli archeologi, 30 per il comparto arti, 5 per gli archivi, 5 per le biblioteche). Le biblioteche oltretutto, e una «nazionale» in particolar modo, rappresentano un sistema operativo assai complesso (prelievo, consegna, registrazione utenti, catalogazione, deposito legale e altri obblighi di legge, vigilanza... l'elenco sarebbe infinito). A fronte di questo il personale si è ridotto fino alle attuali 291 unità (la funzione pubblica, tre anni fa, ha calcolato che in organico sarebbero necessarie almeno 391 persone) e con un fisiologico invecchiamento (dunque con maggior incidenza di malattie ecc.), con uffici fondamentali dove oggi lavora una sola persona. Se questa si ammala, o va in ferie, l'ufficio chiude. «Il problema unico commento, laconico, a braccia aperte, di un anonimo funzionario assai pessimista sul futuro è che le biblioteche non si visitano, si usano. E non attirano turisti. Ma se si continua così, presto sarà il disastro». Organici Riduzione d'orario dovuta anche alla fine del progetto che ha visto impegnati i volontari del servizio civile Viale Castro Pretorio La distribuzione si interrompe alle 14.30