Entro aprile il centro del restauro presenterà il progetto di recupero per il complesso archeologico. Il vertice con l'assessore Fabio Granata e il generale Conforti Gli interventi di restauro resi possibili dai fondi comunitari. Viaggio nel cuore Romano che palpita al centro della Sicilia ENNA Adesso possiamo dire che la musica è davvero cambiata". E'il commento dell'assessore dei Beni culturali Fabio Granata nel -contesto della riunione dei giorni scorsi a Enna dell'unità di crisi per discutere di alcuni aspetti legati a Villa Romana del Casale. Presenti il generale Conforti, la Provincia di Enna, il Comune di Piazza Armerina, la direzione del sito, la soprintendenza di Enna e i tecnici del Centro regionale del restauro. Con Agenda 2000 erano stati impegnati 18 milioni di euro e il Centro regionale per il restauro entro aprile presenterà un progetto per dare inizio ai lavori di recupero del prezioso complesso archeologico. La Provincia di Enna e il Comune di Piazza Armerina hanno accelerato a loro volta i tempi per ilsecondo progetto inserito nei Pit e anche questo sarà; pronto a breve. Ha dato intanto ottimi risultati la pulitura dei mosaici a cura dei tecnici del Centro per il restauro. "Grazie alla collaborazione del generale Conforti, del Centro per il restauro e alla rinnovata disponibilità di Provincia e Comune - ha detto Granata - è partita concretamente e visivamente la riorganizzazione generale di Villa Romana del Casale, uno dei nostri siti di maggior prestigio. La ripulitura dei mosaici e un'opera generale di manutenzione straordinaria hanno già dato il via al recupero del sito e presto partirà lo straordinario intervento reso possibile dai fondi comunitari". Piazza Armerina e la celeberrima Villa del Casale, cuore romano della Sicilia, palpitano a pochi chilometri dal paesino di Aidone. Entrambi i luoghi meritano una visita prolungata per le ricchezze archeologiche e naturali che custodiscono. Per raggiungere la Villa del Casale si passa da Piazza Armerina, n cui centro storico si estende attorno a piazza Garibaldi: qui si possono ammirare il Duomo (XVII sec.) il cui internoè decorato da interessanti stucchi del periodo barocco e ospita una bella croce di legno del '400; la chiesa di S. Rocco che fa mostra di un bel portale anch'esso barocco; il castello aragonese da cui è possibile ammirare uno splendido panorama sulla valle intorno. Non lontano da Piazza Armerina si trova una delle più rappresentative testimonianze della cultura romana in Sicilia: la Villa del Casale, una splendida dimora rurale giunta fino a noi, praticamente intatta. Edificata tra il III ed il IV sec. d. C., la Villa presenta magn if iche decorazioni musive in tutti i pavimenti dei quaranta ambienti di cui si compone; gli interventi di restauro ed i lavori di disseppellimento, iniziati a partire dagli anni '20, non sono ancora stati ultimati. L'interno della costruzione si visita attraverso un percorso obbligato, segnato da numerose passerelle aeree; superato il cortile d'ingresso si accede ad un atrio a pianta poligonale, con una fontana centrale e da qui ci si immette nel grande salone detto "del Circo" per le scene di gare proprie del Circo Massimo di Roma. Le scene rappresentate in quasi tutti gli ambienti della Villa del Casale riproducono la caccia grossa con gli animali dei safari africani, le donne al bagno e le ragazze in bikini conosciute in tutto il mondo. Nelle stanze termali Propriamente dette si distinguono infine il frigidarium, il tepidarium ed il calidarium, con i resti dei sistemi di riscaldamento. Ammirando questo spettacolare ciclo di mosaici e l'estensIone degli ambienti di questa villa si comprende il lusso raffinatissimo nel quale vivevano immerse le classi più agiate nel periodo romano tardo imperiale. Ma la città rappresenta oggi più che mai una doverosa tappa turistica per chi voglia godere dell'ubertoso panorama dell'interno della Sicilia e tuffarsi nel passato trovandosi contemporaneamente testimonianze del periodo romano dopo Cristo, della civiltà medioevale, del periodo gotico-siculo del 400, di chiese e palazzi barocchi del 600.