Il lavoro svolto da una commissioneparitetica con cinque primi cittadinidell'Ascolano e cinque del FermanoIl coordinamento guidato da Offidani I particolari dell'intesa sulla spartizione. Accordo anche sulle partecipazioni societarie Sono al centro dell'attenzione di tutti: ma solo gli addetti ai lavori ne conoscono il contenuto. Fino a oggi. Stiamo parlando delle 5 delibere approvate la settimana scorsa dalla giunta provinciale picena in materia di divisione del patrimonio e del personale tra Ascoli e Fermo. Documenti che costituiscono le fondamenta senza la quali il nuovo ente Provincia non potrebbe esserci. In esclusiva siamo riusciti a raccogliere tutti i dati, sia in materia di personale che di patrimonio. Un modo per capire meglio questa storica fase di transizione. Atti ufficiali che pubblichiamo proprio il giorno della convocazione del Consiglio provinciale (si riunisce stamattina alle 9.30) per l'approvazione del bilancio, all'interno del quale ci sono importanti punti relativi alla divisione delle due realtà. Partiamo dalla divisione del patrimonio. Per questo lavoro è stata costituita una commissione paritetica composta da 5 sindaci indicati dall'Ascolano (tra cui quello del Comune capoluogo), 5 sindaci designati dal Fermano (tra cui Fermo), 4 consiglieri provinciali dell'Ascolano e 4 del Fermano. C'è poi il coordinatore dell'assemblea dei sindaci del Fermano e l'assessore provinciale specifico Renzo Offidani. Questi i criteri di partenza: non valutabilità economica delle strade e delle scuole secondarie che vanno divise tra i due nuovi enti semplicemente sulla base territoriale; non valutabilità economica di una serie circoscritta di fabbricati legati culturalmente al territorio ascolano; valutabilità economica di 41 immobili; valutabilità economica delle 14 partecipazioni societarie e valorizzazione dei debiti. Da qui è partito tutto il lavoro. Il valore patrimoniale complessivo della vecchia Provincia è pari a 54.637.667 euro. Ne segue la prima fondamentale divisione: 30 milioni 886 mila e 673 euro rappresentano la quota spettante dalla Provincia di Ascoli (il 56,53 della cifra totale), mentre 23 milioni 750 mila e 994 Euro (il 43,47) è la quota che spetta alla nuova Provincia di Fermo. Poiché il valore dei beni situati nella nuova Provincia di Fermo ammonta ad 8.675.758 euro ne consegue che il riequilibrio patrimoniale complessivo dovuto dalla Provincia di Ascoli Piceno a quella di Fermo è pari a 15 milioni 75 mila e 236 euro. Ecco nel dettaglio l'elenco degli immobili che Ascoli cederà a Fermo. Al primo punto c'è una proprietà immobiliare a Castel di Lama utilizzata dalla Comunità Aquilone (stima del valore 1.618.995 euro). Si prosegue con l'intero immobile che ospita la sede del Provveditorato agli Studi di Ascoli (4.217.378 euro); tutta la sede dell'Archivio di Stato di Ascoli (3.380.876 euro); l'intera sede della caserma dei vigili del fuoco di San Benedetto (1.864.075 euro); l'intera proprietà degli appartamenti dell'ex Consorzio di Bonifica del Tronto di via Ruffini (1.130.153 euro) e infine la cessione alla Provincia di Fermo dell'appartamento di corso Mazzini di Ascoli Piceno ex Apt (452.000 euro). Un totale di 12.663.477 euro, con la conseguenza che rispetto all'importo di 15.075.236 euro, restano da conguagliare a saldo 2.411.759 euro. Cifra quest'ultima che sarà compensata da una divisione dei debiti di Fermo e Ascoli strutturata in modo tale de riempire il buco rimanente. Altro punto fondamentale riguarda le partecipazioni societarie. Ad Ascoli sono state attribuite la Start e Piceno Gal. A Fermo invece la Steat, Fermano Gal, Cesein, Eventi Culturali, Task, Servizi Val Tenna. Restano in comproprietà con una divisione del 56,53 per cento ad Ascoli e 43,47 a Fermo: Piceno Sviluppo, Tecnomarche, Asteria, Aerdorica, Centroagroalimentare, Link. Nel documento si parla anche dei costi per l'allestimento ex novo degli uffici della Provincia di Fermo. PAOLO PAOLETTI