Per Torino i fondi ci saranno, anche se magari non tutti. Ma di sicuro si realizzeranno le opere più importanti La crisi si è rivelata uno tsunami, non cè cattiva volontà Il ministro Bondi è stato rassicurante Per il 2009 finanzieremo soltanto la Pinacoteca di Brera al nord, i Fori imperiali romani al centro e gli scavi di Pompei al sud". Eallarme dopo le parole pronunciate venerdì a Torino Incontra dal ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, durante la conferenza internazionale sul turismo "Destinazione Italia 2020". Parole che potrebbero preludere ad ulteriori tagli per quanto riguarda i progetti torinesi? Labbiamo chiesto ad Alain Elkann, presidente della Fondazione Antichità Egizie e consigliere di Bondi presso il ministero. Elkann, dobbiamo preoccuparci per laffermazione del ministro? «Direi di no, Bondi si riferiva infatti a nuove iniziative, da finanziare in parte con i fondi di Arcus (una spa che promuove lo sviluppo dei beni culturali ndr). Quelli da lui citati sono beni che necessitano di interventi urgenti. Brera è a pezzi e ha bisogno della cura che ha ricevuto lEgizio, i due siti archeologici, di Roma e Pompei, sono anchessi bisognosi di attenzioni. Il ministro ha voluto dire che non si intendono più elargire contributi a pioggia, ma per progetti mirati. Ciò non toglie nulla a quelli torinesi, varati da tempo e per cui si sono già delineati gli stanziamenti». Si riferisce a quelli in vista del 2011, per cui si sta aspettando da Roma la seconda tranche di 54 milioni? «Per questi i fondi ci sono, lha detto il ministro Bondi al senatore Ghigo. Magari non ci saranno tutti, ma le cose importanti si faranno. In questi momenti sarebbe meglio guardare alla realtà, mettendo fine alle lamentele. Qualche giorno fa, nellambito dellincontro allAccademia delle Scienze in cui si annunciava la presentazione del Piemonte allUnione Europea in vista del 2011, il presidente della Provincia Saitta ha espresso parole di preoccupazione. Gli ho suggerito, invece di rilasciare dichiarazioni ai giornali, di andare a trattare a Roma, di incontrasi con Gianni Letta e con lo stesso Bondi. E lo suggerisco anche agli altri amministratori torinesi, che a Roma ci vanno troppo poco». Ma quei soldi erano già stati promessi, perché trattare ancora? «Perché la crisi si è rivelata uno tsunami, non cè cattiva volontà, bisogna trovarli i soldi. Una cosa però è certa, sia Letta che Bondi sono stati rassicuranti. Il ministro per i beni culturali sa benissimo che se la Sabauda non trasloca, anche lEgizio rimane fermo. Ma lui è ben sicuro che inaugurerà sia lEgizio ampliato che la Sabauda trasferita nella Manica nuova di Palazzo Reale. Ed è anche convinto che non si possa celebrare il 2011 senza un Museo del Risorgimento recuperato». Dunque lei dice che si deve essere tranquilli sui progetti grandi. E sugli altri minori, già messi nellelenco? «Non saprei dare una risposta precisa, noto però che il governo continua a dimostrare una grande attenzione per Torino. Il presidente del senato Schifani è stato qui a novembre in visita dal sindaco Chiamparino, proprio per parlare del 2011, il ministro Bondi a Torino ci è venuto e continua a venire spesso, il senatore Ghigo, che sta come me nel Comitato per i 150 anni, ha ricevuto a sua volta rassicurazioni, anche dopo la mozione per sensibilizzare sul 2011 da lui presentata in Senato. Credo sia importante in questo momento cercare di essere positivi».