Il 9 febbraio omaggio al futurismo. Marc Quinn alla Casa di Giulietta Dopo la vendita del palazzo, il futuro della Gam. Parla la Perbellini Si apre la mostra di Maurits Escher, nell'ambito della manifestazione «Infinitamente», a Palazzo Forti, ma qual è il futuro per la Galleria d'Arte Contemporanea? La parola magica sembra essere «fondazione »: solo dopo che si saranno sbloccati gli accordi tra Comune e Fondazione Cariverona si capirà come evolverà il destino dell'arte contemporanea a Verona. È previsto un cambio di direzione ma ancora si mantiene il riserbo. Un modello da seguire per uscire dall'impasse dell'arte contemporanea a Verona, secondo l'assessore alla Cultura Erminia Perbellini, potrebbe essere quello del Mart di Rovereto «che unisce l'abilità della direttrice, la molteplicità dell'offerta espositiva, rivolta ad un pubblico eterogeneo, e la qualità del contenitore museale. Ma non dobbiamo perdere di vista le specificità della nostra città naturalmente». Il difficile equilibrio tra costi e benefici, con i numeri di affluenza che sanciscono l'interesse («sono un'ammnistratrice e mi interessa che sia salvaguardata la funzione educatrice di un museo accanto a quella della tutela») deve fare i conti anche con i tagli in bilancio subiti dalla cultura e la crisi economica. A Trento hanno più risorse? Il sistema museale trentino conta un'offerta molteplice, con un avamposto della contemporaneità come la Galleria Civica d'Arte Contemporanea (ora Fondazione), con un sistema di valorizzazione del patrimonio territoriale davvero esteso, fondi per la ricerca e per la programmazione? «I soldi non sono tutto» risponde l'assessore. «L'importante è la capacità di programmazione tra valorizzazione del patrimonio locale, quello storico accanto alla contemporaneità, e aperture all'esterno». Questi al momento i programmi: per il ciclo «Invisibilia» - cose nostre mai viste si potrebbe chiosare - il 9 febbraio si partecipa alle celebrazioni per il centenario del Futurismo con una mostra, a Palazzo Forti, che si sviluppa attorno al lascito librario e documentario di Lionello Fiumi. E prima che arrivi Corot, alla Gran Guardia, ci sarà la mostra di Marc Quinn che l'assessore annuncia insieme al collezionista Dino Facchini proprio di fronte ad un'opera del maestro inglesein vetta alle classifiche del mercato- esposta alla galleria d'arte Byblos che di Facchini è l'emanazione. La mostra, da fine maggio e per tutta l'estate, in concomitanza con la Biennale di Venezia e sotto la sua egida, sarà per le strade delle città e vedrà come sede principale la Casa di Giulietta, che Quinn ha scelto per l'opera centrale: una Giulietta in chiave Quinn, contorsionista, una Giulietta Kate Moss d'oro massiccio che ora si trova al British Museum di Londra. Così per il momento si può ancora soprassedere all'impasse- come lo definisce l'assessore- di Palazzo Forti. Il curatore sarà proprio quel Danilo Eccher che è stato appena scelto come nuovo presidente della Fondazione Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Trento. Che «mart» sia. Ca.Ber.