La chiesa antica Appello dell'assessore Di Dio: «Sottoscrizione pubblica per raccogliere fondi» Il tecnico: colpa del parcheggio. La ditta: non è vero Ieri il sopralluogo dell'assessore. Il Comune stanzia subito 40mila euro per il tetto «Ne servono 200mila» Tre millimet ri possono sembrare un'inezia. Ma non per una chiesa, come quella dei Santi Apostoli, consacrata nel 1194. Tre millimetri in soli sette giorni. Di tanto, infatti , si sono allargate le crepe nel sistema di capriate che regge il tetto dell'antica pieve romanica, ogni giorno che passa sempre più in pericolo. L'allarme era stato lanciato poco più che una settimana fa dal parroco, don Ezio Falavegna, che aveva notato danneggiamenti anche nei muri della vicina cripta dedicata alle Sante Tosca e Teuteria. Era subito intervenuta una ditta che si occupa anche di restauri, la Tecnital, facendo i primi rilievi e posizionando dei «vetrini» per monitorare eventuali peggioramenti nelle crepe. Ieri mattina un primo verdetto poco confortante. L'occasione, il sopralluogo congiunto dell'assessore ai Lavori pubblici, Vittorio Di Dio, della Terza commissione consiliare guidata da Alberto Zelger, di Gianni Lollis, presidente della Società di Belle arti e dell'ingegner Massimo Raccosta, per la Tecnital. «È emerso un quadro fessurativo importante ha spiegato Raccosta con molte crepe che si sono in parte ampliate nell'ultima settimana. Il problema più urgente riguarda l'abside e il tetto, già messo a dura prova da vento, neve e pioggia». Per ripararlo la Tecnital ha preventivato 200mila euro. Non va meglio nemmeno al sacello del 771 che contiene le spoglie delle due sante. Anche in questo caso i vetrini graduati si sono spostati, segno che il terreno non si è ancora stabilizzato. Ancora ignote le cause dell'improvvisa degenerazione della struttura anche se l'unica ipotesi, al momento, è che sia colpa dei vicini scavi per un parcheggio sotterraneo pertinenziale. «Entro un mese verificheremo l'eventuale nesso causale fa sapere Raccosta . Per ora è ragionevole pensare che vi sia correlazione diretta tra le crepe e il cantiere visto che alcune fessure si sono aperte anche su altri vecchi edifici circostanti». Di tutt'altro avviso la ditta costruttrice del parcheggio, la Mantovani Srl: «Le crepe sono comparse a gennaio afferma l'ingegner Luca Mantovani, responsabile del cantiere ma noi abbiamo completato i lavori più pesanti a novembre e da allora abbiamo proseguito solo con mini- ruspe. Durante gli scavi, poi, abbiamo monitorato con dei sensori planimetrici eventuali spostamenti della chiesa e del campanile , ma l'esito è stato negativo. Per quanto riguarda il sacello, infine, mi pare impossibile che i danni ci possano essere imputati visto che la struttura è quella più lontana». Nessuno parla ancora apertamente di bloccare il cantiere anche se la parrocchia, con una lettera a Comune e soprintendenza, ha chiesto una sospensione dei lavori. «Anche i tecnici comunali sostiene l'assessore Di Dio stanno studiando se gli scavi siano causa diretta delle fessurazioni. Nel caso bisognerà discuterne in giunta e in consiglio comunale visto che per un parcheggio non si può far cadere a pezzi una chiesa che è parte della storia di Verona». Come prima misura per tamponare l'emergenza, Di Dio ha comunicato che il suo assessorato stanzierà 40mila euro per gli interventi di consolidamento del tetto, dal quale continuano a staccarsi pezzi di intonaco. Di più, al momento, le casse comunali non possono permettersi. Per questo l'assessore fa appello alla generosità dei veronesi: «È mia intenzione attivarmi anche per promuovere una sottoscrizione pubblica spiega Di Dio invitando sia i cittadini che le aziende ad impegnarsi in prima persona per partecipare alla raccolta di fondi e assicurare che i lavori di consolidamento statico dell'edificio partano quanto prima». Fermo restando che, se verranno accertate responsabilità da parte della Mantovani Srl, sarà la stessa società ad accollarsi gli oneri dell'intervento. Richiesta, questa, che arriva dai consiglieri comunali Fabio Segattini (Pd) ed Elena Traverso (An). Nessuna preclusione da parte della ditta costruttrice: «Se verrà dimostrato che le crepe nel sacello sono colpa nostra, le ripareremo » afferma l'ingegner Mantovani.
VERONA Santi Apostoli, le crepe si allargano Tre millimetri in soli sette giorni
L'antica chiesa dei Santi Apostoli a Verona sta subendo problemi strutturali a causa di crepe che si stanno allargando nel tetto e nelle mura. La ditta Tecnital ha fatto i primi rilievi e ha posizionato vetrini per monitorare le crepe. L'assessore ai Lavori pubblici, Vittorio Di Dio, ha comunicato che il Comune stanzierà 40mila euro per gli interventi di consolidamento del tetto. La Tecnital ha preventivato 200mila euro per riparare il tetto e le mura. Le cause dell'improvvisa degenerazione della struttura sono ancora ignote, ma si ipotizza che sia colpa dei vicini scavi per un parcheggio sotterraneo.
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