Pompei. Un cumulo di fango e pietra resta a ricordare il pericolo scampato l'altro giorno, quando un terrapieno è franato su via dell'Abbondanza. Ieri mattina la montagnola di detriti ha offerto ai visitatori un altro spettacolo da immortalare con i click delle foto ricordo insieme con le meraviglie dell'area archeologica di Pompei. E più stridente è apparso il contrasto tra la bellezza dei luoghi e il degrado che, pure a causa delle piogge di questi giorni, è apparso in tutta la sua gravità. Salvati in extremis gli affreschi della villa-albergo di proprietà di Giulia Felice, solo perché lo smottamento si è fermato a pochi metri dall'antica domus, resta ancora interdetta al pubblico la casa di Sallustio per i calcinacci venuti giù dal solaio. Il commissario straordinario per l'emergenza dell'area archeologica Renato Profili, nominato dal Consiglio dei ministri lo scorso luglio per fronteggiare tutte le emergenze, ha disposto provvedimenti urgenti per prevenire eventuali altri smottamenti. «L'area archeologica di Pompei - ha detto il prefetto - sarà monitorata palmo a palmo da un pool di tecnici della soprintendenza che dovranno valutare la staticità delle zone più a rischio». Non sarà solo la città sepolta ad essere super sorvegliata. «Opereremo con gli stessi criteri a Stabia, Oplonti ed Ercolano», ha annunciato il commissario straordinario. Una volta che gli esperti avranno stilato la mappa dei punti deboli dei siti archeologici, il prefetto disporrà interventi urgenti per la messa in sicurezza degli Scavi di competenza. Ma i sindacati tornano a denunciare che «la sicurezza del sito fa acqua da tutte le parti. Gli ambienti di lavoro, ad esempio - sottolinea Antonio Pepe segretario della Cisl - non rispettano il nuovo decreto legislativo 81 del 2008, in materia di sicurezza sul lavoro. Non bisogna commettere l'errore di sottovalutare la gravità dell'episodio che si è verificato in via dell'Abbondanza. Se la frana si fosse abbattuta a Scavi aperti, di certo qualcuno avrebbe rischiato di ferirsi in maniera grave. Non si deve distogliere l'attenzione da un problema di precarietà statica. Ora, più che mai, si deve intervenire con lavori ordinari e straordinari per la messa in sicurezza dell'area archeologica per il bene del sito, dei turisti e, soprattutto, dei lavoratori che hanno la responsabilità di sorvegliare, proteggere e tutelare sessantasei ettari di un patrimonio archeologico unico al mondo». «Nel 2009 - ha ribadito il ministro intervenendo alla celebrazione della Giornata della Memoria - abbiamo deciso di concentrare tutte le energie e le risorse in tre grandi progetti. A Milano, ci sarà Brera, per il Nord - ha spiegato Bondi - mentre, nel Centro Italia il grande investimento sarà nei Fori Imperiali. Nel Sud, invece, puntiamo ancora sul progetto di valorizzazione di Pompei». Il prefetto, intanto, annuncia che sono aperte le procedure, per un impegno di spesa di tre milioni di euro, per l'aggiudicazione degli appalti ai lavori di: completamento e messa in sicurezza del muro di recinzione degli Scavi di Pompei dall'ingresso di San Paolino a piazza dell'Anfiteatro; restauro e sistemazione del complesso dei Teatri; lavori di restauro e manutenzione delle coperture delle Regio I, II, III, IV, V, VII, VIII, IX e di Porta Nocera.
CAMPANIA - anche a Pompei pericolo frane e smottamenti
Ieri mattina, un terrapieno ha franato su via dell'Abbondanza a Pompei, causando un cumulo di fango e pietra che ha offerto un spettacolo unico ai visitatori. La montagnola di detriti ha messo in evidenza il contrasto tra la bellezza dell'area archeologica e il degrado causato dalle piogge. Gli affreschi della villa-albergo di Giulia Felice sono stati salvati solo a causa della fermata del smottamento. Il commissario straordinario Renato Profili ha disposto provvedimenti urgenti per prevenire altri smottamenti e ha annunciato che l'area archeologica sarà monitorata palmo a palmo.
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