Il prof. Gaetano Messineo, dell'Università dell'Aquila, dirige due campagne di scavi Dopo avere illustrato ampiamente le prime ispezioni archeologiche alla ricerca di 'Petra' nel territorio di Petralia Soprana, programmate dal professore Gaetano Messineo, docente di Archeologia Classica presso l'Università abruzzese de L'Aquila ed originario proprio di Soprana, allarghiamo l'orizzonte all'intero territorio madonita e alle presenze archeologiche che vi sono partendo naturalmente dalla campagna di scavi che ha visto l'archeologo protagonista lo scorso anno. L'iniziativa è stata ovviamente concordata con la Soprintendenza regionale per i Beni Culturali, che ha dato il proprio assenso all'avvio di due distinti cantieri di scavo, l'uno nel sito di una villa romana, in contrada Santa Marina tra le borgate di Raffo e Pellizzara, l'altro alla ricerca dell'insediamento più antico sul sito della cittadina di Petralia Soprana, nel punto più alto del paese (località Piano S.Giacomo). Sui risultati, superiori alle aspettative, hanno riferito, sia il prof. Messineo, sia i rappresentanti del settore archeologico della Soprintendenza di Palermo, Francesca Spatafora e Stefano Vassallo, cui si è affiancato il professore Oscar Belvedere, responsabile di un parallelo progetto di ricerca sulle Madonie dell'Università di Palermo. Nel sito presso l'abitato si sono recuperati materiali ceramici relativi ad un insediamento indigeno arcaico, essenzialmente del VI sec. a.C., con importazioni greche. La villa di S.Marina, forse legata all'antica viabilità che raggiungeva le saline alle sorgenti del Salso, presso le quali è nato il piccolo centro di Raffo (Gurafi delle fonti medievali), sta rivelando una particolare struttura, con cortile delimitato almeno su due lati da un portico con colonne lapidee lisce inserite in una gradinata. L'importante livello sociale della residenza è documentato dai materiali raccolti, tra cui un frammento di maschera in terracotta, ceramica romana sigillata, lucerne, di cui una figurata con il mito di Atteone, monete tardo-repubblicane. La non comune tipologia dell'impianto ed alcuni materiali, tra cui un vasetto (lekythos) a figure nere databile ancora al III sec. a.C., fanno risalire il primo impianto della villa, che potrebbe anche aver svolto qualche funzione come luogo di sosta nell'ambito del sistema viario, alla prima epoca ellenistica ed al periodo in cui la Sicilia era soggetta in parte ai Romani e in parte ai Siracusani. Proprio a questo periodo risale una moneta (di Ierone II tiranno di Siracusa) recuperata alle pendici sud-occidentali dell'altura su cui sorge Petralia Soprana. «Questa segnalazione - spiega il professore Messineo - è una delle numerosissime testimonianze di come l'inizio di una ricerca scientifica che per la prima volta si ponga l'obiettivo non di confermare gratuite pretese di remota antichità, nobili origini o privilegi acquisiti, ma semplicemente di riscoprire la documentazione esistente e riesaminarla correttamente, abbia suscitato il generale interesse e l'incondizionato appoggio dell'Amministrazione Comunale, della Parrocchia, dei cittadini e di quanti direttamente o attraverso memorie familiari potessero contribuire alla raccolta di dati utili a ricostruire la più antica storia del loro paese». «Così - prosegue Messineo - è riemerso un vasetto integro indigeno di VI sec. a. C., recuperato in passato dalla stessa zona ora indagata alle pendici del 'Savochella'; così è stato possibile riconoscere un sito tardo-romano e bizantino nella contrada 'Saccù', testimoniato da una vasta area di cocciame, resti di macine in pietra lavica, lucerne di produzione africana e monete bizantine; ed un insediamento tardo-antico o medievale sembra attestato in contrada 'Salaci' da pochi piccoli vasi, simili per forma e cronologia ad uno recuperato, insieme ad una lucerna, alle porte del paese nel costruire l'Istituto Industriale. Tutti questi elementi - conclude Messineo - insieme ai risultati delle prossime indagini, che nel 2009 dovrebbero estendersi anche all'insediamento di 'Saccù', possono forse illuminare le origini dei centri abitati in epoca storica nel comprensorio delle Petralie, dopo la fase preistorica documentata in maniera clamorosa dalla scoperta della Grotta del Vecchiuzzo nel territorio di Petralia Sottana, ora illustrata nel museo Collisani». (1 parte)