La denuncia in un'interpellanza del consigliere Udc Maurizio Lucchesi: idea inaccettabile, non c'è necessità di ridurre gli arrivi saranno colpiti i piccoli esercenti, la città si deve opporre Turisti a numero chiuso nella città etrusca. "Una proposta choc", secondo il consigliere provinciale dell'Udc Maurizio Lucchesi che ha denunciato la possibile novità ventilata dall'amministrazione provinciale di Pisa con un'interpellanza. Lo chiamano turismo sostenibile. La notizia sarebbe uscita durante la Conferenza provinciale del turismo tenutasi nei giorni scorsi. «In nome del turismo sostenibile si pianificherebbe in realtà un ipotetico accesso a numero chiuso dei turisti per Volterra e San Miniato. Per entrarvi dovranno programmare anticipatamente la presenza verificandone la possibilità di accesso», contesta il consigliere, sintetizzando al massimo l'intervento dell'assessore al turismo Giacomo Sanavio. Il nuovo modello di sviluppo sostenibile dell'offerta turistica, quindi, aprirebbe il sipario su un concetto di turismo condizionato dalla "capacità di carico" delle città". Contro il mordi e fuggi. «La proposta fatta prevede obbligatoriamente un abbassamento del numero delle presenze dei turisti nei luoghi citati - denuncia Lucchesi e ribadisce - le città di Volterra, San Miniato e alcuni siti della città di Pisa non necessitano assolutamente il numero chiuso dei turisti, specialmente in questi tempi di forte crisi economica. E neanche dopo, a meno che l'amministrazione provinciale non riesca a volgere in positivo l'attuale precario afflusso turistico». La disposizione, applicabile, di fatto, chissà tra quanti anni, andrebbe a penalizzare i piccoli esercenti «che sopravvivono già con grandi difficoltà, e ovviamente su tutto l'indotto che gravita sul turismo locale», prosegue. Selezione degli arrivi. L'intenzione della Provincia, quindi, andrebbe verso una selezione degli arrivi, volti a portare ricchezza e non soggiorni mordi e fuggi di un solo giorno. L'amministrazione provinciale giustifica il progetto indicando un'iniziativa sul tema della sostenibilità promossa dalla Regione Toscana nel 2007 insieme alle regioni di Provenza e Catalogna. Il consigliere Udc nel suo documento parla anche di altre realtà toscane, quali Firenze, Siena e San Gimignano, che si guarderebbero bene «dal programmare iniziative come quelle proposte dell'amministrazione provinciale di Pisa». La Provincia e i Comuni interessati, ormai in fase di conclusione del mandato amministrativo, potrebbero però intraprendere percorsi miranti ad un turismo a numero chiuso. Che male fanno i turisti?. Nel finale della sua interrogazione Maurizio Lucchesi pone - e si pone - alcune domande. «Mi chiedo - scrive - quali siano le concrete necessità che impongono la decisione del numero chiuso dei turisti alle città d'arte e quale danno arrechino gli attuali numeri alle città di Volterra e San Miniato». La riflessione sulle bellezze uniche di Volterra sgorga spontanea. «La città etrusca, seppur soggetta a difficoltà economiche, resta comunque la prima meta museale dell'intera provincia, sbaragliando anche la concorrenza del capoluogo. Non è che vogliono limitare Volterra?», si chiede Francesco, giovane studente di Beni culturali, innamorato della sua città. Più invadenti i piccioni. Il consigliere si guarda intorno. Coglie le tante proteste contro i piccioni da parte dei cittadini volterani. «Mi chiedo se l'attuale presenza dei turisti ai siti sia più invadente ed impattante dei piccioni, dell'inquinamento, della mancata manutenzione del Comune». E ipotizzando che si voglia indirizzare su Volterra solo un turismo di elite. Marco Buselli