Il Comune li aveva acquistati nel 2003 pagandoli circa 100mila euro. Ma dopo lo stop imposto dalla Soprintendenza, si erano perse le tracce dei sei ascensori che avrebbero dovuto essere installati in alcune baracchine del lungomare. Al punto che ormai questa vicenda era stata quasi cancellata dalla memoria collettiva dei livornesi. C'era però chi non l'aveva dimenticata affatto: la Corte dei Conti. A sei anni di distanza, infatti, il procuratore generale della magistratura contabile ha concluso l'inchiesta e ha ritenuto l'architetto Alberto Pacciardi (dirigente dell'ufficio Urbanistica nell'ultimo mandato del sindaco Gianfranco Lamberti) e l'architetto Cristiano Toraldo Di Francia (progettista e direttore dei lavori) responsabili di danno erariale allo Stato chiedendo la condanna al pagamento di 99 mila euro (circa 70 mila euro per Pacciardi e 29mila per Toraldo Di Francia). In attesa di conoscere quella che sarà la sentenza della Corte dei Conti (chiamata ad accogliere o a rispingere le richieste del pm), il Tirreno si è messo alla ricerca dei sei ascensori ed è riuscito a trovarli: sono in un magazzino del Comune in viale Carducci 4, accanto al Parco Pertini. E in esclusiva per i nostri lettori, pubblichiamo le foto di questi impianti mai utilizzati e ormai diventati inservibili a causa del loro deterioramento: le immagini mostrano le cabine in metallo - in gran parte arrugginite - appoggiate una sopra l'altra, i motori ricoperti dalla polvere, le cinghie, etc. Sono immagini impietose, che mostrano uno spreco di non poco conto per una pubblica amministrazione: quei centomila euro avrebbero potuto essere risparmiati e impiegati in altri interventi. Ricordiamo che in quell'estate di sei anni fa, la giunta aveva presentato una variante al progetto per installare degli ascensori esterni alle baracchine, in modo da garantire ai disabili l'accesso al belevedere degli chalet. Al termine delle verifiche, però, il parere della Soprintendenza fu negativo (l'impatto ambientale degli ascensori fu giudicato eccessivo). Così non se ne fece di nulla, anche se ormai gli ascensori erano già stati acquistati. E ora che cosa se ne farà il Comune di questi impianti mai utilizzati? «Nulla - spiegano a Palazzo Civico - Non possiamo buttarli via ma neppure utilizzarli per qualche altro intervento, visto che si sono deteriorati. E poiché sono inservibili non possiamo nemmeno venderli». Alessandro Guarducci