CASTELFIORENTINO. Una bellissima giornata di sole ha salutato ieri mattina l'inaugurazione a Castelfiorentino del nuovo Museo di Benozzo Gozzoli, ubicato nel centro storico a pochi passi dalla stazione ferroviaria, interamente dedicato ad alcuni preziosi affreschi che il pittore realizzò - fra il 1484 e il 1491 - nella Valdelsa fiorentina. Le porte del Museo - realizzato dal Comune di Castelfiorentino grazie anche ad un finanziamento dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze su disegno dell'architetto Massimo Mariani - si sono aperte a conclusione di una cerimonia che contemplava il conferimento della cittadinanza onoraria al professor Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, già ministro dei beni culturali del governo Dini e per molti anni soprintendente del Polo museale fiorentino. Alla cerimonia, che si è tenuta in consiglio comunale, erano presenti - oltre a quasi tutti i sindaci del Circondario - anche l'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi e il vicepresidente dell'ente Cassa di Firenze Michele Gremigni. Un rapporto speciale e di lunga data, quello che lega Castelfiorentino a Paolucci. «Avevo trentuno-trentadue anni - ha detto - quando arrivai a Castelfiorentino la prima volta, all'inizio degli anni Settanta. E ricordo bene il primo colloquio con Silvano Piovanelli, allora Preposto di Santa Verdiana, per far nascere quello che poi è diventato il museo di Santa Verdiana. Per questo, quando percorro questa strada, per me è come volare sui ricordi». Il museo di Santa Verdiana è stato solo l'inizio. Lo ha ricordato il sindaco Cantini insieme alle tappe che hanno visto Paolucci quale protagonista di una vera e propria "primavera" dei beni culturali vissuta da Castelfiorentino negli ultimi anni: dal monumento alle Fiascaie alla chiesa di San Francesco, per passare poi al recupero delle antiche mura fino all'apertura del Museo di Benozzo Gozzoli. Il Museo di Benozzo Gozzoli si presenta come un vero e proprio omaggio reso all'artista e alle sue opere, disseminate in Toscana e in tutto il mondo. Un museo nel quale il visitatore può finalmente ammirare - per la prima volta e nel loro integrale splendore - gli affreschi che Benozzo Gozzoli realizzò in due tabernacoli (il Tabernacolo della Madonna della Tosse e quello della Visitazione, completamente restaurati) ma anche documentarsi e ricostruire il percorso artistico di Benozzo Gozzoli nel tempo e nello spazio. Questo è possibile grazie ad apposite postazioni multimediali che sono all'interno del museo e che sono state realizzate in collaborazione con l'Istituto e museo di storia della scienza, con filmati, schede e un sistema di georeferenziazione per l'immediata localizzazione delle sue opere in Toscana, in altre regioni italiane, negli Usa, Francia, Gran Bretagna, Spagna. «Un museo nuovo e moderno - sottolinea il Sindaco Cantini - nato per rivolgersi non solo agli studiosi e agli appassionati di arte, ma per parlare al grande pubblico. Un museo che deve rappresentare anche un'opportunità di sviluppo turistico e avvicinare sempre di più i giovani, come ha già fatto nelle scuole prima ancora che venisse aperto. A loro soprattutto voglio offrire questa occasione di crescere apprezzando un grande patrimonio che può rendere migliore la loro vita, mentre sicuramente rende più bella la città in cui vivono».