Lassessore difende il progetto. "Critici ammalati di provincialismo, i trasporti servono in centro, non in via Irnerio" Zamboni non scende dal Civis "Cambieremo banchine e asfalto, ma passerà per Strada Maggiore" Lassessore alla Mobilità Maurizio Zamboni non è disponibile a cambiare il percorso del Civis, ma solo a discutere con la Soprintendenza il modo in cui realizzare le banchine e la colorazione dellasfalto sul quale correrà il filobus. Sospetta che le bocciature dei progetti di Civis e Passante, siano dovute a un disegno politico. Secondo il presidente Ascom Enrico Postacchini, Zamboni è ormai «isolato». Lassessore non cambia percorso. "Ma siamo pronti a rivedere banchine e asfalto" "Lunica opera che andrà in porto è il People Mover che non dipende dai soldi del governo. Sarà un caso?" Lassessore alla Mobilità Maurizio Zamboni difende il tragitto del Civis in centro storico come una specie di Piave. «Il progetto definitivo approvato dalla conferenza dei servizi, dove tutti erano rappresentati, ha stabilito in modo inequivocabile che il tram passa per le vie del centro - spiega - e pertanto quello è il percorso. Se qualcuno vuole rimettere in discussione il tutto saremmo di fronte a una palese violazione dei diritti che il Comune difenderebbe in tutte le sedi compresa quella legale». Ma la Soprintendenza vi impose delle prescrizioni precise «Due soltanto: la colorazione dellasfalto sul quale avrebbe corso il Civis e le banchine. E noi su quello siamo disponibili a discutere. Ci dicano come vogliono che si aggiustino le soluzioni e ne parleremo. Ma non mi si può chiedere di cambiare il percorso» Perché è impossibile? «In primo luogo perché la Conferenza dei servizi lha approvato e quello è lunico organo che può decidere. In secondo luogo perché è bene che i fautori del cambiamento si mettano in testa una cosa: noi dobbiamo fornire un servizio pubblico che porti la gente dove vuole andare, non dove vorremmo che andasse. La domanda di trasporto è in centro, non su via Irnerio. Il fatto è che le critiche sono ammalate di provincialismo: facciamo passare i mezzi pubblici lontano così non danno fastidio. Spenderemmo dei soldi per cose che non servono. E poi, gli stessi che vorrebbero questo, si lamentano del centro desertificato». Civis, Passante e Metrò: tra bocciature e rinvii una bella sberla non le pare? «Non è un caso che lunica grande opera che sta andando in porto è il People mover per il semplice fatto che non dipende dai finanziamenti del Governo. Io penserò male, ma il sospetto che ci sia un interesse politico a mettere in scacco unAmministrazione per favorirne il rovesciamento è molto forte. E a pensare male spesso ci si azzecca. Prenda il metrò. Siamo stati gli unici in Italia a dover produrre un progetto definitivo per lapprovazione grazie allonorevole Baldassarri che ci ha fatto perdere due anni. Tutti gli altri sono stati ammessi col semplice progetto preliminare. Poi, una volta avuta lapprovazione, il Cipe ci fa attendere tre mesi mentre ancora non delibera il finanziamento. Questo temporeggiare fa sì che oggi si sia già al limite dei tempi per bandire la gara dappalto. Se il ritardo si protrarrà ancora, anche per poco, saremo fuori tempo massimo. Che sia anche questa una strategia?» E il passante? «Il passante è unopera di interesse europeo mica bolognese. Mi fanno ridere le reazioni da provinciali, da cortiletto, di certi esponenti dellopposizione che hanno accolto la bocciatura come una bella notizia. In questa città ci si fa lo sgambetto e non si fa squadra. La volontà politica di bloccare tutto, se il mio sospetto è giusto, nasce anche da Bologna». Vale anche per la sinistra? «Anche a sinistra cè qualcuno che dice che queste scelte non vanno bene e che si potrebbe fare di meglio. Sono daccordo, ma se si parla di trasporto pubblico, quel che conta è potenziarlo altrimenti dobbiamo dire che consegniamo la città al traffico privato. Io non ero daccordo con la metropolitana progettata allepoca di Matulli, ma la sostenni perché andava nella direzione del trasporto pubblico». Certo che a qualche mese dalle elezioni rischiate di trovarvi con un pugno di mosche «No, questa è una cosa che rigetto con tutte le forze. Parliamoci chiaro: dopo la tangenziale quali grandi infrastrutture sono state fatte in questa città? Glielo dico io, tre sole: lInterporto, lallungamento della pista del Marconi e la scelta di concentrare sulla stazione una piattaforma logistica con Alta velocità, treni locali, metrò nonché gli altri collegamenti. Noi abbiamo realizzato la terza corsia dinamica che aspettava dall81, abbiamo avviato Sirio limitando il traffico in centro e appalteremo il People mover. Era dagli anni '60 che non si faceva tanto. Tutto questo non è opinabile e sfido a dimostrare il contrario».