Il Comune mette sul mercato il S. Francesco e l'ex oleificio Borella Operazione per avere più fondi da usare per gli investimenti Vendere il complesso di San Francesco alla fondazione Cassa di risparmio di Lucca, nel 2010. Mettere all'asta anche l'ex oleificio Borella, da trasformare in un complesso di uffici e appartamenti. E dare in affitto, a un canone adeguato, anche l'ex caserma della Guardia di finanza, subito fuori da porta San Pietro. Per poter garantire investimenti di una certa portata (e non sconfessare il piano delle opere pubbliche approvato il 28 novembre) l'assessore alle finanze Luca Leone ha due suggerimenti: vendere gli immobili che al Comune non servono (incassando 7-8 milioni di euro) e contenere la spesa corrente, sulla quale, fra l'altro, si riverseranno gli interessi dei mutui (circa 8 milioni) che nel 2009 dovrebbero essere contratti per pagare i lavori pubblici. La situazione delle finanze degli enti locali - osserva Leone alle commissioni finanze e lavori pubblici riunite in seduta comune - non è rosea. E Lucca non fa eccezione a questa regola, considerando anche il milione in meno di trasferimenti dallo Stato e per i tagli sui costi della politica e per il mancato rimborso al 100 dell'Ici sulla prima casa cancellata. Ma Leone non vuole aumentare la pressione fiscale, ritoccando le tariffe dei servizi a domanda individuale, né vuole rinunciare agli investimenti. Ecco, quindi, che le possibilità sono in buona parte legate alla vendita degli immobili. COMPLESSO S. FRANCESCO L'assessore Leone conferma la trattativa in corso già dal 2008 con la Fondazione Crl per la vendita della struttura di pregio, acquistata dall'amministrazione Fazzi come possibile sede della Corte d'appello che mai è stata concessa (finora) a Lucca. «La nostra idea - spiega Leone - è di proseguire la trattativa con la Fondazione Crl perché l'edificio deve mantenere una finalità pubblica. L'unico ente che al momento ci può garantire questo è, appunto, la Fondazione, che lo potrebbe utilizzare per la scuola di Alti studi Imt e altre esigenze istituzionali. Tuttavia le ristrettezze finanziarie non risparmiano neppure la Fondazione che parla di perfezionare l'acquisto del complesso (valutato intorno ai 4 milioni di euro) non prima del 2010». OLEIFICIO BORELLA Si tratta di un immobile in condizioni precarie alle spalle dei pubblici macelli (in zona Pulia). In questo caso, il Comune calcola di incassare non meno di 3 milioni dalla vendita dell'immobile: «Per alienare questo bene - precisa l'assessore Leone - vorremmo indire una gara per l'alienazione dell'edificio, dando anche precise indicazioni sulla destinazione d'uso. Insomma, chi lo dovesse comprare, dovrebbe sapere già che cosa ci può fare: negozi e appartamenti, in sostanza, stando alle previsioni del regolamento urbanistico e del piano strutturale». La proposta di vendere questo immobile ha preso corpo dopo che è saltata la possibilità di una permuta con l'Arpat (l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente) che avrebbe dovuto scambiare la propria sede in città con l'oleificio. EX GUARDIA DI FINANZA Per questo edificio, invece, il Comune non ha in mente una vendita - sottolinea Luca Leone - ma una locazione. «Vorremmo dare l'immobile in affitto a chi fosse in grado di ristrutturarlo e di garantire al Comune un'entrata fissa come canone di locazione per un certo numero di anni. Ma non vorremmo vendere questo edificio di pregio. Vorrei, comunque, che fosse chiaro che questo è solo il primo confronto sul bilancio. Ancora non è stato deciso niente. Ne parleremo più nel dettaglio la prossima settimana in giunta». I.B.