Verrà presentato oggi alle 17.30 alla Galleria Borghese il nuovo volume «Michelangelo Merisi da Caravaggio, fonti e documenti 1532-1724» di Stefania Macioce edito dalla Ugo Bozzi Editore. Ne parleranno Maurizio Calvesi (al quale il volume è dedicato), Anna Coliva, direttore della Galleria Borghese, Mina Gregali, presidente della Fondazione Roberto Longhi, Claudio Strinati, soprintendente al Polo Museale di Roma, Beri Treffers, direttore dell'Istituto Olandese di cultura e Roma, e Alessandro Zuccari dell'università «La Sapienza». Una volta tanto, è bene premetterlo, non si tratta del «solito» volume, magari riccamente illustrato e patinato, sul Caravaggio. Qui siamo di fronte a un'accurata banca dati destinata soprattutto agli studiosi. Sono raccolti e riprodotti tutti i 492 documenti noti direttamente legati alla figura del Caravaggio: argomenti, personalità, notizie varie, come spiega la stessa Macioce nella sua introduzione. Anche un lettore che volesse avventurarsi tra le pagine del libro potrebbe trovare materia di interesse. Per esempio gli atti legati alle vicende giudiziarie del grande pittore. Incluso il verbale con l'accusa di omicidio per la famosa rissa in Campo Marzio del 28 maggio 1606: «L'istessa sera Michel Angelo Caravagio pittore ferette et ammazzò con una stoccata nella banda per dentro nella coscia Ranuccio da Temi del che a mala pena confessato morì e sepelito la mattina alla Rotonda». Cose notissime agli studiosi, se vogliamo, ma difficilmente consumabili in una veste così leggibile e argomentata. Il volume contiene anche un'antica proposta. Cioè il rientro nella sua sede originaria, la chiesa di San Pietro in Carpineta Romano, del «San Francesco in meditazione» ora in deposito alla Galleria Nazionale di arte antica. La vicenda dell'attribuzione è stata lunga e complicata. Ma forse sarebbe tempo, come sostengono molti studiosi, di chiudere l'antica vertenza. A Carpineta Romano sarebbe gran festa.