L'INTERVENTO Si è conclusa il 14 dicembre scorso la mostra "Pisa e i Lorena", tenutasi presso Palazzo Reale. Il bilancio della mostra parla da solo: circa un milione gli euro spesi, di cui la metà usciti dalle casse di Comune, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio, Università e Soprintendenza, e 8.443 i visitatori paganti, di cui molte scolaresche, che come tali hanno pagato la metà... Al di là delle polemiche che in questi mesi si sono susseguite su come l'evento sia stato mal pubblicizzato, sulla mancata apertura del Teatro Rossi e sul fatto che Pisa meriterebbe eventi di ben altra risonanza, resta un dato di fatto: prima della mostra il pisano medio non sapeva all'incirca nulla di cosa abbia significato il governo lorenese per Pisa e non lo sa nemmeno adesso che la mostra si è conclusa; la mostra, estremamente documentaria, non era affatto costruita ad uso e consumo del cittadino medio e lui, giustamente e inevitabilmente, l'ha snobbata. La città di Pisa e i pisani, quindi, non hanno tratto dall'evento i benefici sperati, né in termini di ritorno economico dell'investimento, né come immagine per la città, né in termini di accrescimento culturale della cittadinanza. In "compenso", la collezione permanente di Palazzo Reale continua ad essere confusa e male organizzata, il Museo di San Matteo continua a versare immobile nel suo stato cronico di abbandono e degrado totale, la maggior parte delle navi antiche è ancora sepolta e il restauro di quelle tre che sono state riportate alla luce è fermo da tempo per mancanza di fondi. Ci sembra d'obbligo fermarsi e fare una riflessione sul fatto che le risorse finanziarie, già scarse, potrebbero essere utilizzate in modo assai migliore, magari per far tornare a splendere i tesori che Pisa possiede già, anziché spendere soldi pubblici per dedicare una mostra a una dinastia di governatori, i Lorena, senza che ciò lasci un benché minimo valore aggiunto per la città e per i suoi cittadini. Compagnia Stilepisano