A Batignano nel 2002 scomparve la statua di San Michele Tesori di spiritualità, patrimoni di fede trafugati. Il boccone più amaro da digerire è stato la statua del san Michele Arcangelo, rubata dalla chiesa di san Martino, a Batignano, la notte tra il 23 e il 24 gennaio del 2002. I ladri aspettarono, probabilmente, che la chiesa si svuotasse e si fecero chiudere dentro per cercare qualcosa di ghiotto. Lo trovarono. Se ne andarono con la statua sotto braccio. Un colpo allo stomaco per Olivia Bruschettini che stava facendo il censimento delle opere d'arte della Diocesi e aveva appena fotografato la scultura. E infatti di quel Michele arcangelo sono rimasti un click e un numero di serie. Dal 1980 a oggi le opere d'arte rubate sono 239. Per molti tesori, al valore artistico ed economico si aggiunge quello della fede, conferito dai devoti. «Nella chiesa di Poggi del sasso l'autore del crocifisso, che noi vogliamo portare in salvo, non è di livello eccelso, ma è molto venerato. Così il quadro di ispirazione "beccafumiana": ha un valore storico e popolare che ci è molto utile a ricostruire la storia del posto». Anche sostituire gli originali con una copia è un'operazione delicata, che non può prescindere da un'intesa coi fedeli. «Raramente accettano che un'opera, sia pure per questioni di sicurezza, venga portata altrove, nemmeno da chi quell'opera vuole salvaguare. Capita che mi telefonino in ufficio e mi dicano "Vengo là e me la riprendo". Lo vedono come uno scippo, un furto». Intanto i veri furti - quelli commessi dai ladri - sono un business. «È difficile - prosegue la responsabile dell'ufficio - che i ladri rubino queste opere e le vendano agli antiquari, perché non sono oggetti che si vendono agevolmente. Sono catalogati dalla Soprintendenza, sono schedati, hanno un numero di identificazione nel catalogo». Lo sbocco più probabile è dato dai mercatini antiquari, e dai privati. El. Gi.