Via al Parco della musica alla Leopolda. Inaugurerà il Maggio del 2011 La cerimonia rimandata per gli impegni del ministro che alla fine non è venuto che fine ha fatto Bondi? Secondo la migliore tradizione per cui lassenza si nota più della presenza, ieri nella Firenze che conta, invitata alla simbolica posa della prima pietra del nuovo Teatro del Maggio in un hangar delle Ferrovie dietro la Leopolda, serpeggiava questa domanda. Soprattutto perché la tanto attesa cerimonia è stata rimandata più volte proprio per rispettare le agende di tutti i politici invitati al taglio del nastro. Del ministro dei beni culturali, invece, neanche lombra. «Impegni di governo» è la giustificazione ufficiale; il capo di gabinetto Nastasi tace, «mica sono il portavoce di Bondi»; «paura di proteste contro i tagli al Maggio» mormora qualche malizioso, «una banalità: Sandro ha paura di prendere laereo» svela Altero Matteoli, ministro delle infrastrutture, lui sì presentissimo. E con una risposta pronta anche per chi osserva che il collega avrebbe potuto raggiungere Firenze in treno: «Era in ritardissimo, con il treno non ce lavrebbe fatta». Imbarazzi ministeriali a parte cè chi durante la presentazione dellauditorium pensa a tuttaltro. Ad esempio il costruttore Riccardo Fusi, presidente della Baldassini Tognozzi Pontello, con lo sguardo di chi sta annusando un affare. Per caso è interessato allacquisto del vecchio teatro Comunale? «Per quello ci sarà una gara, bisognerà fare un progetto di grandissimo livello, si vedrà», si limita a dire. Non si limita per niente invece il consigliere regionale di An Marco Cellai, che commenta sarcastico lidea di far arrivare pubblico in abito da sera sui treni dellAlta velocità ai concerti serali di Zubin Mehta: «Peccato che quando finisce lo spettacolo da Firenze non riparta più né un treno né un aereo», attacca. «Saranno contenti gli albergatori». Al tavolo dei relatori tutti si complimentano con tutti, nel segno dellintesa tra istituzioni, aldilà del colore politico. Consonanza «che ci fa trovare lo stimolo per non arrenderci mai davanti agli ostacoli e per raggiungere il traguardo dellapertura nei tempi previsti, il 2011» sottolinea il sindaco Domenici. Matteoli è daccordo, «per quanto riguarda tempi e regole nelle grandi opere, fino ad oggi cè stata molta confusione, ma il governo sta lavorando per regole sicure che permettano la realizzazione in tempi stretti». Per il presidente della Regione Martini il nuovo teatro «è un segno di speranza per la Toscana in unepoca di crisi: la produzione di eventi culturali è la nostra grande sfida per il futuro». In un video, Mehta, da Gerusalemme, si dichiara felice per un evento «che la città attende da 40 anni: unorchestra e un coro mondiali come quelli del Maggio meritano un nuovo teatro. Quel giorno io ci sarò». La data è fissata. La comunica lottimista sovrintendente del Comunale Giambrone: 28 aprile 2011, tace sullopera, si mormora Aida. Larchitetto Paolo Desideri autore, con il suo studio, del progetto, illustra come sarà il teatro, «inserito in uno spazio che fa da cerniera tra le pietre medicee e il verde delle Cascine». Due sale: il vero e proprio teatro dopera, 1800 posti disposti su un piano inclinato che entra sotto terra, «unaltissima torre scenica che permette veloci cambi di scenografie sia in orizzontale che in verticale, gallerie senza parapetti ma come scavate nel cemento»; lauditorium per i concerti sinfonici, 1.100 posti «ma che alloccorrenza può ospitare spettacoli, persino con un palcoscenico a pianta centrale»; una cavea allaperto per 2600 spettatori e un look esterno costruito su un sapiente gioco tra luci e pietre.