Nel segno di Giulio Polibio piace a Parigi la Pompei virtuale. PARIGI - Napoli e i tesori all'ombra del Vesuvio protagonisti sulla scena culturale parigina. In attesa dell'incontro con Cesare de Seta, in programma per martedì prossimo, e della sua esperienza di storico dell'arte e dell'architettura nonché di romanziere, l'altra sera è toccato a Giulio Polibio, il panettiere di Pompei che per la sua campagna elettorale si vantava di produrre il migliore pane del mondo, incantare il pubblico dell'Istituto italiano di Cultura di Parigi, dopo Tokio ed Osaka, e prima di New York e Montreal, tappe finali in marzo di una fantastica galoppata virtuale da un capo all'altro del pianeta. Questo significa, in un certo qua! modo, che la «Pompei virtuale» tira, almeno per quelli che non possono (o non possono ancora) permettersi un viaggio sul luogo della città dissepolta (e non ancora per intero), ed hanno ora -grazie ai miracoli della tecnologia - la possibilità di vivere straordinarie sensazioni, proprio come se fossero presenti alla spaventosa eruzione del Vesuvio dell'anno 79 dopo Cristo. Questi spettatori di oggi, riportati di circa duemila anni all'indietro, godono - rispetto ai pompeiani di allora - del non infimo vantaggio della sicurezza assoluta. Ma per il resto tutto è uguale a quei tragici momenti ed all'atmosfera delle ore immediatamente precedenti: dalla vegetazione della campagna vesuviana ai primi brontolii del vulcano, dal fastoso arredo della casa di Polibio ai magnifici affreschi che impreziosivano le pareti di una dimora degna di un panettiere straricco lanciatosi in politica, dalla terrificante pioggia di lapilli che incendia aria ed esseri viventi al pollo che s'arrostiva proprio nella cucina di Polibio e che s'è conservato fino a noi in virtù del fatto che era finito sotto una coltre di cenere bollente. «Magari sarà un po' atroce quello che dico - sottolineava nell'esposizione d'apertura Guido Davico Benino, il direttore dell'Istituto italiano di Cultura -ma noi dobbiamo la perfetta conservazione dei pompeiani uccisi dall'eruzione, proprio a questa specie di cottura a puntino, effettuata dal materiale eruttivo». C'è da dire in conclusione che questa eccezionale ricostruzione al computer di un momento e di un angolo dell'antica Pompei s'è dovuta avvalere di un complesso incrocio di collaborazioni a livello internazionale. Per la parte scientifica principalmente l'Università di Tokio ed il Laboratorio di ricerche applicate della Sovrintendenza archeologica di Pompei. La realizzazione del Dvd si deve invece alla società romana Altair 4 Multimedia, che era rappresentata a Parigi dall'architetto Alessandro Furlan.
La Mostra fa tappa all'Istituto Italiano di Cultura.
La Pompei virtuale è stata esibita a Parigi nell'Istituto italiano di Cultura. La mostra è stata realizzata grazie a un complesso incrocio di collaborazioni internazionali. La Pompei virtuale è una ricostruzione al computer di un momento e di un angolo dell'antica Pompei, in particolare la casa di Giulio Polibio, un panettiere di Pompei che si vantava di produrre il migliore pane del mondo. La mostra è stata presentata da Guido Davico Benino, direttore dell'Istituto italiano di Cultura, che ha sottolineato che la conservazione dei pompeiani uccisi dall'eruzione è stata possibile grazie a una specie di cottura a puntino effettuata dal materiale eruttivo.
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