Di Francesco: i nodi cerano. Chiederò la revisione del piano Scende in prima linea «per difendere gli interessi della sua comunità» che ha subito un «danno materiale» e attacca a testa bassa Governo e Soprintendenza regionale, senza usare giri di parole, ma assicurando che si farà «valere con tutti i mezzi di cui dispone». Sceglie la linea dura il sindaco Cofferati dopo lennesimo stop arrivato dal ministero dei Beni Culturali al progetto Civis. Ora, dice il Cinese: «Aspetto dei chiarimenti, non solo dal ministero ma anche dalla Soprintendenza della città e regionale. Io - sottolinea - mi prendo le mie responsabilità». Al primo cittadino proprio non vanno giù le modalità con cui si sono scatenate le nuove polemiche sul Civis. «Il sindaco apprende dai giornali - evidenzia Cofferati - che ci sarebbe un impedimento a completare linfrastruttura. Vi sembra normale? E un elemento di buona politica? E corretta relazione istituzionale?». Quello di ieri non è un semplice intervento a gamba tesa, incalza il sindaco: «Si può dire di peggio». E infatti Cofferati, già in mattinata, intervenendo al festival "Urbania", parla di «atto esplicito di ostilità verso un luogo nel quale invece le istituzioni hanno sempre agito, con la trasparenza del caso, insieme». Nel mirino di Cofferati però cè soprattutto la Soprintendenza regionale dei beni culturali dalla quale, ha continuato il sindaco, «ora ci aspettiamo un passo chiaro». «Noi non abbiamo agito per via di unautonoma decisione», ha ricordato il primo cittadino a proposito del via ai lavori per il progetto del tram su gomma, «ma siamo passati dalla Conferenza dei Servizi dovera presente anche la Sovrintendente». In quella sede la Soprintendenza, infatti, espresse riserve sulle banchine e sul materiale stradale, ma non sul tragitto del Civis, messo, invece, sotto accusa ieri dal Comitato tecnico del Ministero per i beni culturali, convocato proprio dalle Soprintendenze regionali e provinciali: «Se arriverà un divieto sul progetto allora dovrà spiegarci perché in precedenza laveva approvato. Mi riservo di difendere gli interessi della comunità che rappresento con tutti i mezzi a disposizione. Se una città si trova ad aver speso risorse e poi in un luogo o tempo non previsti cè una novità, io mi farò valere verso chi lha determinata», soprattutto perché «cè anche un danno materiale». Lattacco del sindaco è rispedito al mittente da Carla Di Francesco, direttrice regionale dei Beni Culturali che ricorda come la Soprintendenza in passato aveva già parlato «di punti difficili da dover superare» per Strada Maggiore. «Il parere dei comitati lho richiesto io - precisa Di Francesco - di solito lo si chiede in casi complessi. Non ha potere di autorizzazione o meno ma è chiaro, che avendolo chiesto io, mi atterrò». Dunque, «inviterò il Comune alla revisione del progetto, con la massima disponibilità a collaborare». Allo stato delle cose però, il Civis non può passare da Strada Maggiore. «Comunque, quando il sindaco parla di Conferenza dei Servizi si riferisce al progetto definitivo del 2006 dove veniva dato un parere favorevole generale, quindi su questo aspetto non ha torto. Ma ora stiamo parlando - dice la direttrice - del progetto esecutivo che è più specifico e presenta dei profili di incompatibilità sulle banchine e anche sul sedime stradale. Sono nodi di cui il committente, ovvero Comune e Atc, era consapevole. E i nodi prima o poi vengono al pettine. Forse il Comune ha inteso che le osservazioni contrarie che avevamo sollevato non fossero dei veri "no" e ha preferito andare avanti».