Invocato il processo anche per lallora assessore Tondo e altre venti persone Corruzione, abuso dufficio, falso, peculato e abusi edilizi. Sarà il gup Nicola Lariccia a valutare se portare a dibattimento le accuse formulate dal pm Marco DAgostino per lex rettore dellUniversità del Salento Oronzo Limone, lex assessore allurbanistica al Comune di Lecce Angelo Tondo, di An, e una ventina di altri indagati nellinchiesta sui presunti intrecci tra Ateneo e Palazzo Carafa, a ridosso delle ultime consultazioni elettorali per le comunali a Lecce. Le scelte urbanistiche del precedente governo cittadino e ledilizia universitaria, sarebbero state terreno di scambio di utilità tra le due istituzioni. Ma nellindagine rientrano anche singoli episodi di malversazione di denaro destinato al capitolo ricerca e innovazione dellAteneo leccese, e finito in cene private e acquisto di elettrodomestici e telefoni cellulari. Il reato è peculato, e sono dieci le ipotesi contestate allex rettore, al figlio Pierpaolo, allex capo di gabinetto Gianfranco Madonna. Abuso, sempre per padre e figlio, oltre a quattro tra funzionari e dipendenti, per i lavori di ristrutturazione di un appartamento pagati, per laccusa, con i fondi di un progetto di ricerca. Resta, a due mesi dalla chiusura del fascicolo, anche laccusa di voto di scambio per Angelo Tondo, che avrebbe ottenuto assunzioni, anche alluniversità, per chi gli assicurò il voto. Alle comunali del maggio 2007 per lui fu un plebiscito. Arrivano nellaula del gup così come formulate anche le accuse di abuso, falso, corruzione e abuso edilizio contestate a vario titolo per le vicende del nuovo piano di riqualificazione urbana del quartiere San Pio che avrebbe sacrificato Parco Corvaglia, della realizzazione del polo universitario tecnologico e del recupero di Palazzo Vernazza, destinato a ospitare la Sovrintendenza. (laura amorosi)