Un ciclo di incontri per rimeditare la vita dellarte Scienze della Formazione inizia da oggi la serie "Patrimonio in movimento": relatori storici e professori, ma anche manager culturali «CHIEDETE a un taxista bolognese di portarvi in piazza Liber Paradisus. Saprà dovè, ma difficilmente saprà dirvi perché si chiama così». Luigi Guerra, preside della facoltà di Scienze della formazione, parte da questa piccola provocazione, rievocando il testo di legge sullabolizione della schiavitù emesso dal Comune di Bologna nel 1256, per presentare un ciclo di incontri, «Patrimonio in movimento», dedicato ai metodi più innovativi per educare alla storia dellarte. Il primo appuntamento è oggi, alle 15.30, allaula magna di Scienze della formazione, in via Filippo Re: di didattica dellarte parleranno il docente Marco Dallari ed Eloisa Gennaro, responsabile del sistema museale della provincia di Ravenna. Tra i relatori dei prossimi incontri, sino a maggio, figurano storici dellarte come Eugenio Riccomini, che interverrà il 13 febbraio su «I volti del patrimonio», professori come Roberto Balzani, esperti nella gestione dei musei, manager della cultura come Mauro Felicori, storici e insegnanti. «Lobiettivo più ambizioso è quello di aprire una scuola per la didattica della storia e del patrimonio», anticipa lo storico Rolando Dondarini, del Centro internazionale di didattica della storia del patrimonio che promuove liniziativa. Chi gestisce un museo si confronterà con chi deve portare gli studenti a vederlo o con chi deve promuovere politiche di formazione e di diffusione della conoscenza del patrimonio culturale. «Non è più pensabile che uno vada a vedere i quadri della Pinacoteca e basta - spiega Guerra -. Oggi ci sono le aule didattiche che aiutano non solo a vedere unopera artistica, ma a ricostruirla, magari recuperando gli stessi materiali utilizzati dallautore. La didattica di tipo illustrativo ormai è superata: non basta più far vedere bene un quadro o una statua». Guerra fa riferimento a un concetto di patrimonio che, grazie allopera dellUnesco, comprende non più solo i monumenti, ma anche il paesaggio, le bellezze naturali, i manufatti legati al lavoro. «Altra scommessa - spiega il preside di Scienze della formazione - è quella delle nuove tecnologie, che non devono servire solo per esporre le opere in modo più accattivante e fantasioso, ma anche per permettere a chi le guarda di instaurare una relazione più profonda: scaricare immagini e musiche, lasciare un commento personale, creare una propria visita guidata al museo». Con lobiettivo, conclude, di «creare cittadinanza, identità» in una città sempre più popolata dai 'nuovi bolognesi. Il programma completo è nel sito: dipast. scform. unibo. it SEGUE A PAGINA V
BOLOGNA - Scuola di musei, guardare non basta
Un ciclo di incontri per rimeditare la vita dell'arte, intitolato "Patrimonio in movimento", inizia oggi a Bologna. Il ciclo è organizzato dalla facoltà di Scienze della formazione e sarà condotto da storici, professori e manager culturali. Il primo appuntamento è alle 15.30 all'aula magna di Scienze della formazione, dove parleranno Marco Dallari e Eloisa Gennaro. Tra i relatori dei prossimi incontri, sino a maggio, figurano storici dell'arte come Eugenio Riccomini e professori come Roberto Balzani. L'obiettivo è quello di aprire una scuola per la didattica della storia e del patrimonio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo