APERTA A MODENA LA MOSTRA DELL'ESTROSO GENIO DEL CALCESTRUZZO. "Richard Meier Architect. Opere recenti". Inaugurata al Forum Guido Monzani di Modena, è la prirna esposizione in Italia del grande progettista newyorkese. Tra i più impegnativi progetti realizzati da Meier risaltano The High Museum of Atlanta, The Getty Center a Los Angeles, la Chiesa del Giubileo a Roma e ancora il Museo di Arti Decorative a Francoforte, il Municipio dell'Aja, il Museo di Arte Contemporanea di Barcellona. La mostra rimarrà aperta fino al 28 marzo coningresso libero. Curatore dell'esposizione è l'architetto Silvio Cassarà, che è anche autore del libro-catalogo edito da SkiraRizzoli. Richard Meier era presente all'auditorium Monzani di Modena ad inaugurare la sua prima mostra in Italia: una selezione "ragionata" dell'iter che conduce alle sue ultime realizzazioni, per sintetizzare oltre 30 anni di attività del grande architetto newyorkese. Progetti che si sono estesi dal tema della residenza dilatandosi progressivamente a scale sempre più urbane e relazionate a sistemi complessi, dagli Stati Uniti all'Europa. Meier ha parlato delle influenze dell'architettura italiana nel proprio lavoro, dei rapporti tra l'attuale progettazione e il classicismo, dei progetti più recenti e delle direzioni intraprese per il futuro. Ha iniziato a raccontare dell'Italia commentando una vecchia diapositiva di San Pietro del '76 quando frequentava l'Accademia Americana di Roma, e poi ancora un'altra con l'interno del Sant'Ivo di Borromini per sottolineare quanta rilevanza abbiano avuto per lui al fine di comprendere la strutturazione dello spazio. Come premessa, per arrivare al suo più significativo progetto in Italia: la chiesa del Giubileo di Tor Tre Teste a Roma. Un edifìcio che si scompone in una parte curvilinea formata dalle vele a conchiglia e in una rettilinea. Scudi sospesi nello spazio di bianco cemento armato precompresso poi "incollati" alle pareti vetrate dove la luce gioca un ruolo determinante. Un ambiente interno asimmetrico e caratterizzato da un gioco di luci naturali, attraverso la volta trasparente. In questo tipo di calcestruzzo bianco già utilizzato da Nervi la finitura interna e quella esterna sono identiche. È un'opera emblematica per capire il modo di progettare di Meier. Il bianco è l'unico colore che adotta e il suo stile si basa sulla evidenziazione delle funzioni: i collegamenti interni, le rampe, le scale, gli spazi serviti con le grandi vetrate e quelli di servizio nei volumi pieni. Su questa base l'architetto, negli ultimi anni, scopre nuovi temi. A Los Angeles crea una "Villa Adriana" contemporanea per la fondazione Getty sfruttando le due colline e la valle; a Francoforte il rispetto delle alberature, le complesse giaciture, la necessità dell'inserimento di parte del museo in una maglia edificata, lo spinge a sostituire alla logica del vassoio su cui posare i suoi candidi oggetti le ragioni di un già esistente che non può non deformare, e quindi rendere più ricco, e imprevedibile, l'esito finale. La logica planimetrica (programma, struttura, circolazione, geometria) degli impianti tende così ad arricchirsi con il grande cavo dei percorsi elicoidali che distribuiscono le diverse sale espositive ad Atlanta; o con la rampa del museo di arte contemporanea a Barcellona. Anche se nelle sue ultime opere come nella chiesa di Roma è più evidente il progressivo prevalere della sezione sulla pianta come ispirazione della soluzione architettonica. Richard Meier è nato nel 1934 a Newyark nel New Jersey, poco lontano da New York. Dopo essersi laureato a Cornell, due esperienze registrano la sua volontà di riflettere sugli aspetti linguistici propri della disciplina: la prima è rappresentata dalla condivisione di uno studio di pittura con Frank Stella, attore della corrente che interpreta l'arte come contenuto ed espressione di se stessa; la seconda è legata alla didattica formalista che l'architetto insegnerà con Hejduk e Eisenman alla Cooper Union. Una conferma della dirczione formalista intrapresa da Meier avviene quando con Hejduk, Eisenman, Ghathmey e Graves promuove la nascita del gruppo dei "fìve architects" nel 1969. Meier opera al finire degli anni '60 con case, residenze private, musei, costruzioni commerciali e strutture ospedaliere. Tra il Postmoderno, che è la prova della vitalità dell'architettura dinamica e geometrica adattabile all'ambiente, e il decostruttivista che invece si stacca dalle forme tradizionali per disintegrare i volumi con effetti dinamici e vivaci, si erge il costruttore Meier. Esteta di precisione, è interprete del Purismo formale Moderno. L'elaborazione che egli fa della struttura abitativa viene percepita come espressione di un purismo d'importazione europea: esempio estremo della complessità e raffinatezza del rigorismo lecorbuseriano. Meier è un architetto che ha preso come punto di riferimento della sua opera il razionalismo mediterraneo degli anni Trenta quando dichiara: «mi interessa semplificare le cose, non complicarle, cercare di arrivare all'essenza». Tre coordinate dunque riassumono il lavoro del costruttore americano: il luogo (con il quale Meier nei suoi progetti sviluppa un rapporto di assoluta aderenza sia alle connotazioni fìsiche naturali sia artificiali, mentre dal punto di vista dello stile e del linguaggio egli è un "classico" e quindi per definizione antimimetico e sostanzialmente atopico); l'astrazione (è l'area della Minimal Art) e infine il manierismo (l'architetto lavora sul lascito della modernità svuotata dai suoi contenuti ideologici). L'esposizione presenta una selezionata rassegna delle principali opere realizzate dell'architetto. Si tratta prevalentemente di lavori che si riferiscono a progetti di respiro pubblico e urbano, capaci di suggerire una lettura antologica del percorso progettuale di quello che è oggi considerato uno dei maggiori rappresentanti dell'architettura contemporanea. In mostra sono esposti quindici grandi progetti, quattro collage originali, tre "maquettes" ed oltre centoquaranta tra fotografie e disegni. Le opere in mostra partono dall'Atheneum in New Harmony, Indiana (1979) momento di saldatura fra la sperimentazione sulle arti visive e il programma costruttivo. Tra le altre, segnaliamo l'High Museum di Atlanta (1983), pietra miliare della progettazione museale meieriana; il Getty Genie, a Los Angeles (1997) concepito in perfetta sintonia con il luogo, dove le forme dell'intero complesso, in cui si fa largo uso del travertino, assecondano ed esaltano la topografìa del luogo; la stazione televisiva Canai Plus che costeggia la Senna a Parigi (1995) con la grande "finestra urbana" in quota; il volume astratto del Museo d'arte contemporanea di Barcellona, 1995; l'enorme mole del Tribunale Federale degli Stati Uniti di Islip che si erge a vero e proprio "polo urbano"; la suggestiva casa Neugebauer con la copertura ribaltata a Naples, Florida 1998. Le trasparenti torri gemelle al 173-176 di Perry Street a New York (2002) sono invece inevitabilmente associabili al progetto per il World Trade Center di New York (2000, con Eisenman e Steven Holl), bloccato allo stadio di proposta, che si confronta attraverso una sorta di "grande cancello" con il tessuto urbano americano. Tuttavia il "recinto" di una griglia fuori scala che avvolge gli angoli settentrionali e occidentali dell'area interessata si è rivelato troppo ambizioso. Fino al progetto composto e ortodosso per il Burda Collection Museum di Baden Baden, ancora in costruzione (2001-2004). Tra i progetti realizzati o in costruzione in Italia oltre alla già citata Chiesa del Giubileo a Roma (con disegni originali e un plastico 2003), sono in corso d'opera il nuovo insediamento integrato urbano universitario a Bologna (in mostra è presente il plastico del dipartimento universitario di meccanica e fisica nucleare 2001) ; il progetto per il ponte della Cittadella ad Alessandria (1998-2006) nel quale le implicazioni spaziali sono più evidenti della funzione effettiva; infine il progetto per il Museo dell'Ara Pacis a Roma lungo il Tevere (1996, in costruzione), che non ha mai trovato un vero consenso. In tutti questi progetti struttura, tamponamento e forma sono interdipendenti e suscettibili di variazioni controllate dalla geometria che ne garantisce la coerenza compositiva. Ma proprio perché interdipendenti ne superano l'autonomia e la funzione. Cosi il sistema strutturale è il sistema portante e architettonico insieme, e quello di tamponamento assorbe informazioni tecniche ma anche mnemoniche e citazioni. Memoria e suggestioni meccaniche diventano cosi la leva di questa progettazione che può combinare se stessa e rileggere il Modernismo in chiave di attualità».