Parco vietato da recinti e transenne, ambientalisti in rivolta A cinque mesi dallo stop del parcheggio Luca Zingaretti: "Il verde non è né di destra né di sinistra" «A 139 giorni dal blocco del parcheggio multipiano, tutto è esattamente come prima. Il cantiere non è stato rimosso, i bandoni verdi altezza muro di Berlino ostruiscono ancora i viali, la terrazza del Pincio è inaccessibile». Dai microfoni del convegno "Il respiro di Roma", organizzato ieri alla Casa del Cinema dalla scrittrice Margherita dAmico per salvare gli alberi e il verde della capitale, il presidente romano di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana lancia il suo "jaccuse" alla giunta Alemanno. «Non si capisce perché una decisione coraggiosa come quella di impedire lo sventramento del Pincio non abbia avuto seguito. Tutto è come prima, un disastro». Un disastro come in tutta Villa Borghese, secondo Ripa di Meana, che domenica scorsa ha effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni del parco. «Sulle rampe che partono da piazza del Popolo - racconta - sono scomparsi gli olmi e i lecci, non cè più la statua di Dioniso sdraiato, comparso il Guerriero greco con spada e fodero». «A Villa Borghese è stata istituita la ztl, ma le telecamere non sono ancora state attivate», aggiunge Karine Robert, del Comitato in difesa della villa. Don Aleardo di Giacomo, della parrocchia di Santa Maria Immacolata che è dentro il parco, si scaglia contro il concorso ippico e il dilagare del suo villaggio degli sponsor, che ha un impatto devastante sul delicato ecosistema. «Ventidue stand che distruggono le siepi di bossolo - denuncia - lampioni e cinghie che feriscono lalbero e aprono la strada ai parassiti, cavalli che mangiano le cortecce dei tronchi». Alla fine, un pacchetto condiviso di richieste al Campidoglio e una raccolta firme. In primis, piano di recupero con un cronoprogramma, ripristino della cancellata intorno al Pincio a partire dalle ore 21, sorveglianza della villa 24 ore su 24 da parte dei carabinieri di notte, dei vigili urbani di giorno. Ancora: manutenzione affidata a personale specializzato. Ma tutto il verde di Roma è a rischio, denunciano i relatori del convegno. Tanto per cominciare, è stata abbattuta lultima palma superstite a piazza Venezia, dopo la strage dei pini secolari già sacrificati alla stazione della linea C. Mentre è in atto un nuovo attacco alla cintura verde della capitale. «LAgro romano non si tocca», mette in guardia Annamaria Procacci, presidente del Comitato per il verde urbano, facendo riferimento al piano di edilizia sociale della giunta Alemanno. E Mirella Belvisi, segretaria romana di Italia Nostra: «No al taglio indiscriminato degli alberi». Matilde Spadaro, consigliera verde in XII, denuncia larrivo di 13 mila metri cubi di cemento nei parchi dellEur. «Roma è la città più verde dEuropa, vorrei che rimanesse così - dice lattore Luca Zingaretti, testimonial della campagna "Il respiro di Roma" - Questa è una battaglia giusta. Non politica, ma sociale, perché il giardino sotto casa interessa le mamme di destra e di sinistra».
ROMA - Pincio, il cantiere dimenticato
A cinque mesi dal blocco del parcheggio multipiano, il Pincio e Villa Borghese continuano a essere chiusi al pubblico. I bandoni verdi ostruiscono i viali e la terrazza del Pincio è inaccessibile. Il presidente romano di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana ha lanciato un "jaccuse" alla giunta Alemanno, chiedendo di sapere perché la decisione di impedire lo sventramento del Pincio non abbia avuto seguito. Ripa di Meana ha effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni del parco e ha denunciato la scomparsa degli olmi e dei lecci, nonché la mancanza di telecamere per la ztl.
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