Domani alle 18 inaugurazione della rassegna, aperta al pubblico da sabato Fra gli autori in mostra anche i vicentini Belli e Maffei La mostra,che rientra nel progetto attuato a partire dagli anni '80 da Banca Intesa, resterà aperta fino al 20 giugno. Decine i musei coinvolti nell'iniziativa di Giovanna Crossato. II programma espositivo, creato e attuato a partire dagli anni Ottanta da Banca Intesa con l'obiettivo di offrire tutela e salvaguardia ad una serie di opere d'arte appartenenti a collezioni pubbliche e private soprattutto nel territorio della Lombardia e del Triveneto, è giunto quest'anno alla sua dodicesima edizione e ha esteso il campo d'intervento anche ad altri istituti museali italiani, tra cui le Gallerie Pontificie di Città del Vaticano. Sono coinvolti musei come i milanesi Poldi Pezzoli, Bagatti Valsecchi, il Museo Diocesano, la Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana, l'Accademia di Brera, i Musei Archeologici Nazionali di Adria, di Altino e di Venezia. Ancora a Venezia sono coinvolti il Tesoro di San Marco, le opere della congregazione armena dell'isola di San Lazzaro, la Fondazione Querini Stampalia, il Seminario Patriarcale, la Fondazione Cini, le Gallerie dell'Accademia. Senza dire delle numerose chiese che a Venezia, a Brescia, a Milano sono ricche di manufatti di pregio cui spesso mancano adeguate risorse conservative o di restauro e per la cui selezione di intervento ha operato un qualificato comitato scientifico coordinato da Carlo Bertelli. Il recupero di queste opere ha poi un portato fondamentale per gli studi e le ricerche che si attivano attorno ad esse e che vengono documentati in un catalogo che illumina anche sugli aspetti più specificamente scientifici dell'operazione restituiva, sia dunque dal punto di vista della ricerca documentale che del restauro vero e proprio. Le Restituzioni 2004 (Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, da sabato al 20 giugno, ingresso libero, da mercoledì a domenica con orario 10-18) si presentano quest' anno anche particolarmente ricche: novanta pezzi che, tra l'altro, non sono generalmente accessibili al pubblico. Si tratta in gran parte di opere di oreficeria, sia classiche, che tardo antiche, che paleocristiane; reliquari romani e bizantini di squisita fattura ed inoltre lampade, smalti, candelieri, oggetti liturgici e abiti talari. Non mancano nella raccolta sculture antiche in marmo e altre del primo e del maturo Rinascimento, oltre a numerosi dipinti tra cui una Adorazione dei Magi di Veronese, un San Girolamo che riceve i doni dai mercanti di Tintoretto e inoltre Luca Giordano, Palma il Vecchio, Bernardino Ferrari, Simone Peterzano, Pinturicchio, Bramantino, Romanino. Anche l'arte vicentina è rappresentata in modo significativo; da una croce e una serie di tre medaglioni in cristallo di rocca intagliato, argento e rame dorato provenienti dai Musei Pontifici e che facevano parte della collezione di Clemente VII, opere di quel Valerio Belli (nato a Vicenza circa nel 1468 e morto nel 1546), che aveva riportato in auge l'arte della glittica, retaggio delle antiche civiltà orientali e mediterranee. Il Belli fu certamente una delle personalità di rilievo del Cinquecento, tanto che Giorgio Vasari, a quattro anni dalla sua morte, gli dedicò nella prima edizione delle Vite una biografia. La straordinarietà di questi oggetti, e di altri incisi da Belli, come la famosa "cassetta" con lastre incise in cristallo di rocca, sempre per Clemente VII conservata al Museo degli Argenti di Firenze, deriva dall'abilità del maestro di praticare l'incisione del cristallo a incavo, esattamente con la stessa pratica diffusa presso i popoli mesopotamici nella produzione di sigilli in pietre preziose, migliaia d'anni fa. Del pittore vicentino Francesco Maffei (1605 -1660) sono esposti due oli con Perseo e Medusa e Circe e Ulisse, provenienti dalle Gallerie dell'Accademia, che appartengono alla fase matura della sua attività e ne documentano il linguaggio ricco di un'inquietudine tardo manierista mista ad una certa vivacità barocca. Dall'Accademia di Brera giunge una grande tela opera di bottega di altri famosi pittori vicentini, i Maganza, datata post 1588, che rappresenta I notari vicentini davanti al Doge che ricevono la conferma dei loro privilegi: un brano di storia cittadina risalente al lungo periodo in cui Vicenza gravitava nell'orbita della Serenissima. L'iniziativa, negli spazi delle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari (domani alle 18 l'inaugurazione, presente il presidente di Banca Intesa Giovanni Bazoli), trae particolare significato nel suo proporsi come volano tra il pubblico e il privato, nel mettere a disposizioni non solo risorse economiche ma anche fondamentali competenze con l'obiettivo di contribuire alla salvaguardia di un patrimonio culturale spesso insuffìcientemente considerato, prefetto e valorizzato dagli enti governativi preposti alla sua tutela. Dopo quindici anni di attività, con una cadenza espositiva prima annuale e dal 2002 biennale, il progetto Restituzioni è riuscito a mettere in salvo più di quattrocento oggetti d'arte di varia provenienza e a renderli permanentemente fruibili al pubblico, ripristinati nel loro valore intrinseco e rappresentativo di epoche storiche e di correnti culturali di grandissimo interesse.
Lo scrigno dell'arte salvata: "Restituzioni", a Palazzo Leoni 90 preziose opere
La rassegna "Le Restituzioni 2004" si apre domani alle 18 presso le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari. L'iniziativa, promossa da Banca Intesa, ha lo scopo di offrire tutela e salvaguardia ad opere d'arte appartenenti a collezioni pubbliche e private, soprattutto nel territorio della Lombardia e del Triveneto. La mostra, che rientra nel progetto attuato a partire dagli anni '80, è aperta al pubblico fino al 20 giugno. Tra gli autori in mostra ci sono Belli e Maffei, vicentini che hanno contribuito a mettere in salvo opere d'arte di varia provenienza.
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