Passata la tregua natalizia, riprende il braccio di ferro tra il Comune e i venditori di souvenir di Rialto, nella sede del massimo organo della giustizia amministrativa, il Consiglio di Stato a Roma. Dove, di fronte alla quinta sezione, è stato discusso lappello, curato dallavvocato Gaetano Guzzardi, contro la decisione del Tar del Veneto che aveva negato la sospensiva allo "sfratto" degli otto ambulanti da Ruga San Giovanni. E la questione assume un rilievo nazionale con la costituzione come parte in causa, a sostegno delle tesi del Comune di Venezia, dello stesso Ministero dei beni culturali il cui legale, in sede di dibattimento, ha definito «un sacrilegio verso Venezia la presenza di bancarelle ad oscurare i monumenti» a cui Guzzardi ha ribattuto citando studi universitari sul mercato di Rialto. Nellaspro dibattito il presidente dellAvvocatura civica Giulio Gidoni e labituale referente romano dellavvocatura, Nicolò Paoletti, hanno ricordato i pareri della Soprintendenza. La replica di Guzzardi, che di fronte al Consiglio di Stato era riuscito a far annullare lallontanamento dei banchi di fruttivendoli da campo San Giacometto presentando un quadro del Canaletto come prova della loro presenza centenaria, ha ribattuto ripescando unespressione in latino e tacciando la Soprintendenza di «furor vacui, furore del vuoto, voglia a tutti i costi di svuotare le parti vive della città da elementi caratteristici come i banchetti del mercato». Lesito dellappello potrebbe già arrivare oggi.
VENEZIA - Banchi di souvenir, il ministero sta con il Comune
Il Comune di Venezia e il Ministero dei beni culturali hanno presentato un appello al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Veneto che aveva negato la sospensiva allo "sfratto" degli otto ambulanti da Ruga San Giovanni. La questione assume un rilievo nazionale con la costituzione come parte in causa. L'avvocato Gaetano Guzzardi ha ribattuto citando studi universitari sul mercato di Rialto e ha annullato l'allontanamento dei banchi di fruttivendoli da campo San Giacometto. La replica di Guzzardi ha tacciato la Soprintendenza di furor vacui e ha ribattuto con un'espressione in latino. L'esito dell'appello potrebbe già arrivare oggi.
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