BASSANO DEL GRAPPA La necessità moderna di cambiare il volto delle città dalle «squallide periferie» e l'attenzione di una minoranza di cittadini dettata, forse, dalla volontà di sfruttare un argomento così sentito come la nascita delle «vele» in vista delle ormai prossime elezioni comunali. L'archistar Paolo Portoghesi, all'indomani dell'annuncio del ricorso al Tar del Veneto da parte di alcuni bassanesi appoggiati da Italia Nostra, si dice disposto a ritornare nella città del Grappa per dialogare con i cittadini, siano essi favorevoli o contrari alle torri in zona Parolini. Professore, cosa ne pensa del ricorso al tribunale amministrativo regionale da parte dell'associazione «La nostra Bassano»? «Credo ci sia una minoranza sensibile anche in modo maniacale a questo tipo di temi, mentre la grande maggioranza della gente, in Italia in generale come qui a Bassano, è indifferente. C'è da dire che al referendum non c'è stata una grande partecipazione e non è nemmeno da escludere che questa nuova ondata di proteste legate alle torri sia legata al momento pre-elettorale ». Crede che chi si è rivolto al Tar ed ha espresso considerazioni contrarie al progetto abbia in realtà la voglia di esporsi a livello politico alle prossime elezioni ammini-strative che si terranno a Bassano in primavera? «Questo non posso saperlo, ma sfruttare un argomento popolare come questo potrebbe costituire una mossa. (L'associazione "La nostra Bassano", comunque, a precisa domanda ha negato di avere velleità politiche e di voler presentare candidati alle prossime ammi-nistrative, ndr.) A dire il vero mi è dispiaciuto vedere che proprio Italia Nostra non è d'accordo, tempo fa avevamo lavorato bene assieme con loro per il Pincio a Roma». Secondo lei come si può risolvere la questione delle Torri con gli oppositori al progetto? «Io sono disposto al dialogo: ho già partecipato a tre assemblee a Bassano e sarei contento di ritornare. Come la cittadinanza che si batte contro le torri è mossa da amore, lo siamo anche noi». Quando dice «siamo disposti al dialogo», intende dire che siete disposti a fare delle modifiche? Se sì, di che tipo? «E' certo che non possiamo tagliare qualche piano» Quindi, le due torri più alte rimarranno alte 60 metri? «Sì, noi non siamo disposti a cambiare le impostazioni. Magari, però, si può aprire un dialogo per quanto riguarda il materiale, le forme». I cittadini che hanno fatto ricorso al Tar tra le motivazioni hanno inserito anche il fatto che le torri così alte nasconderebbero il profilo delle montagne che fanno da sfondo alla città del Grappa. «(Prima ride poi risponde) Siamo di fronte ad una periferia abominevole che, oltre a Bassano, caratterizza altri centri. Prima di elaborare il progetto così com'è attualmente sono state fatte molte indagini. Io mi ritengo, in quanto storico, sensibile all'ambiente e ai centri storici: qui siamo nella periferia, non nel centro storico, e ritengo che l'altezza delle torri non interferisca con il panorama». Perché? Può spiegare meglio? «È stata fatta una simulazione con palloncini per chiarire l'impatto visivo: non c'è. Le torri rientrano a far parte del paesaggio di periferia. In Italia c'è una fobia per l'altezza, giustificata quando si tratta di piccoli centri che non hanno periferia, ma in centri urbani importanti come questo bassanese - abbondantemente circondati da orrende case l'altezza può servire a liberare il suolo alla base». Può spiegare nei particolari il progetto e perché si è scelto di procedere in altezza con le due torri da 60 metri? «Dopo circa quattro anni di fatiche, siamo arrivati alla conclusione di aver bisogno di maggiore altezza. Così, d'accordo con i proprietari, abbiamo alzato. La richiesta è stata accettata dal Consiglio comunale di Bassano. Le torri, in totale, sono tre. Tuttavia una non è così alta come le altre due che ospitano 15 piani e sono alte 60 metri (la più piccola dovrebbe arrivare ad otto piani, ndr.). Il 30 per cento sarà occupato da spazi commerciali, il resto da abitazioni pensate soprattutto per i giovani, che non hanno problemi a vivere in alto. Poi, sorgerà uno spazio pubblico di 3000 metri quadri che servirà proprio a dare respiro alla città.
VENETO BASSANO DEL GRAPPA - Le mie torri stritolate dalla campagna elettorale
L'archistar Paolo Portoghesi, sostenitore del progetto di costruzione di tre torri a Bassano del Grappa, si è espresso in un'intervista. L'associazione "La nostra Bassano" ha presentato un ricorso al Tar del Veneto contro il progetto, affermando che le torri nasconderebbero il profilo delle montagne che fanno da sfondo alla città. Portoghesi ha affermato che la grande maggioranza della gente è indifferente al progetto e che la minoranza sensibile è legata a questo tipo di temi. Ha anche sostenuto che le torri rientrano a far parte del paesaggio di periferia e che la loro altezza può servire a liberare il suolo alla base.
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