VERONA Il grande scambio è in dirittura d'arrivo. E la formula per realizzarlo è semplice: io ti do due immobili da venti milioni, tu me ne dai uno da quaranta. Il Comune di Verona cederà infatti alla Fondazione Cariverona due sue proprietà: la sede della Galleria d'Arte Moderna (valutazione 20 milioni di euro, con la garanzia che sarà mantenuta la destinazione museale) e tutta la parte dell'isolato che ospita abitazioni e negozi (valutazione, altri 20 milioni di euro). In cambio, la SpA Polo Finanziario, presieduta dall'ingegner Giuseppe Nicolò, «restituirà » a palazzo Barbieri tutta la grande area di sua proprietà all'interno dell'ex Mercato Ortofrutticolo, di fronte alla Fiera, su cui avrebbe dovuto essere realizzato il Polo Finanziario. All'interno della SpA (di cui fanno parte Cariverona, la Popolare e la Cattolica) sarà poi la Fondazione presieduta da Paolo Biasi a «sistemare i conti», liquidando gli altri due soci. Le trattative e gli incontri a livello tecnico (sotto la supervisione dell'assessore Daniele Polato e del direttore di Cariverona, Sinagra) sono proseguiti anche in questi giorni, proprio per far quadrare i conti e le stime sul valore degli immobili. E Polato potrebbe parlarne già nel corso della prossima riunione della giunta Tosi, facendosi dare il via libera definitivo in relazione ai «valori» concordati. Valori che sono peraltro in linea con quelli di cui si è parlato nei mesi scorsi. L'area del (defunto) Polo Finanziario, circa 60mila metri quadri, era stata invece pagata 33 milioni di euro, cui se ne sono aggiunti altri 5 in progettazioni e 2 in rivalutazioni. Totale 40. Palazzo Forti veniva valutato inizialmente 45 milioni, ma il vincolo museale ne riduce ovviamente l'appetibilità, fino a far scendere il prezzo attorno a quota 20. Valutando 20 i negozi e le abitazioni dell'isolato Forti, ecco che si arriva all'equazione «20 più 20 uguale 40». All'interno della Polo Finanziario SpA, sarà Cariverona. Una volta effettuato il grande scambio, ovviamente, si aprirà la partita sul «che fare », nell'area. A palazzo Barbieri bocche cucite, ma una cosa viene esclusa: l'ipotesi di poter lasciare tutto così, per realizzare solo un parcheggio «a raso». I 40 milioni che si stanno per spendere moltiplicano invece la necessità di valorizzare la zona. Come? Contatti sono in corso anche con la Fiera, per sentire se ci sono proposte concrete. Ma ci si orienta già adesso in tre direzioni, tutte e tre in qualche modo collegate con la realtà fieristica: la costruzione di un albergo (per i visitatori e gli espositori), la realizzazione di uffici (in parte utilizzabili proprio da VeronaFiere) e la creazione di spazi commerciali (per valorizzare, con una serie di negozi, i prodotti ospitati nelle rassegne, dal vino alle specialità agricole e via dicendo).