VENEZIA Di fronte alle torri di Bassano di Portoghesi allarga le braccia. Ma non perché voglia iscriversi al partito degli sky-scettici. Anzi. Per Giancarlo Carnevale, professore all'ateneo Iuav di Venezia, ben vengano i grattacieli, «se nascondono un paesaggio già corrotto dalla brutta edilizia». Perché dire sì ai grattacieli? «Preferisco settanta metri in altezza belli piuttosto che duecento metri brutti in lunghezza, è la sconsolante vergogna della città diffusa, figlia del gusto imbarbarito di questi tempi». In Veneto, come in Italia del resto, è un tabù parlare di grattacieli. Di chi è la colpa? «È il provincialismo culturale, sono i sensi di colpa nei confronti dell'ambiente. È per quello che non se ne riesce a parlare. In tutte le città il rinnovamento passa per il grattacielo, è sicuro dal punto di vista sismico, si tratta di renderlo generoso, cioè di metterlo in condizione di "restituire" all'ambiente ciò che gli toglie». Però il progetto di Portoghesi non le piace. «Da quello che ho visto non mi pare innovativo. Non hanno quell'appeal che ci si aspetterebbe. Del resto Portoghesi come progettista è molto discusso, molto meglio come storico».