Bologna D. T., potrebbe essere la nuova sigla della futura città metropolitana, un po come Washington D.C. Solo che mentre il D.C. americano sta per District of Columbia (distretto di Columbia), il D. T. felsineo significa: debole in trasporti. Pare proprio, infatti, che le amministrazioni bolognesi da un pò di tempo non riescano a imbroccarne una. Il caso forse più clamoroso è costituito dalla bocciatura del percorso nel centro storico del Civis. Da Roma il ministero dei Beni culturali ha detto no al passaggio in Strada Maggiore e ha invitato il Comune a confrontarsi con gli uffici locali del ministero (leggi Soprintendenze) per ridiscutere tutto il restante tracciato centrale del vituperato autobus su gomma. Quindi, come del resto avevamo scritto su queste pagine, il percorso del Civis andrà rifatto, ridiscusso, ripensato. Cosa richiesta non solo da tanti cittadini e comitati ma dal buonsenso (che significato ha far passare un bestione a poco più di 20 centimetri dalla Torre degli Asinelli?). Una cosa sempre ignorata, in primis dallassessore Zamboni e dallintera giunta Cofferati, assolutamente incapace dì cogliere i suggerimenti e le contestazioni (che andrebbero considerati pure quando sono di minoranza. In Europa la chiamiamo democrazia). A dire il vero, già ai tempi della giunta Guazzaloca era stata prevista unalternativa al centro storico (via Irnerio) ed è probabilmente lì che si andrà a cadere, spendendo valanghe di denaro in più. Se il Comune ha ricevuto il no di Roma, la Provincia deve fare i conti con un parere negativo dellUnione Europea sul Passante Nord. Passante Nord la cui realizzazione la Provincia pensava di assegnare alla Società Autostrade. Invece lUnione Europea ha detto no (e lha detto in base ai documenti a suo tempo forniti dal governo di centrosinistra); per il Passante ci vuole una regolare gara dappalto. Ora è chiaro che le Autostrade stavolta non centrano nulla, lerrore lha fatto la Provincia. Sta di fatto che ora anche lì è tutto da riscrivere. Se si considera poi che il metrò è fermo (e che, tra un progetto e laltro, sono stati persi i soldi disponibili), che il People Mover ha avuto bisogno di un secondo bando di gara (il primo andò deserto per errori evidenti) si può dire che la mobilità bolognese sia assolutamente immobile.
BOLOGNA - La mobilità immobile
Il Comune di Bologna sta cercando di creare una città metropolitana con la sigla D.T., ma il significato del "D" potrebbe essere "debole in trasporti". La proposta del percorso del Civis nel centro storico è stata bocciata dal ministero dei Beni culturali, che ha invitato il Comune a ripensare il progetto. Il Comune aveva previsto di realizzare il percorso su via Irnerio, ma ora sembra che questo sia l'obiettivo. La Provincia di Bologna sta anche cercando di realizzare il Passante Nord, ma l'Unione Europea ha detto no alla proposta della Società Autostrade, che dovrà partecipare a una gara d'appalto.
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