IL CIVIS non passerà per strada Maggiore. Non solo. Sullintero progetto viene chiesta da Roma una «riflessione generale». Specie per «i tratti previsti nel centro storico». Un semaforo rosso per il tram su gomma a guida vincolata, acceso dai due Comitati tecnico-scientifici del ministero per i Beni culturali che hanno esaminato il progetto esecutivo del Civis relativo al tratto di strada Maggiore. Le obiezioni degli esperti presieduti, per la parte archeologica, da Giuseppe Sassatelli, già preside di Lettere, ora candidato rettore - sono diverse. Riguardano la «considerevole perdita delle attuali pavimentazioni; limmissione sul piano stradale di elementi incongrui; la mancanza di inquadramento architettonico nonché della lettura e comprensione degli spazi storici». Motivi sufficienti per «ritenere da riconsiderare la proposta presentata» dal Comune. E per una «ulteriore riflessione generale» sul progetto. Con lauspicio di «un maggior coinvolgimento» del Comune con gli «uffici periferici» del ministero. Cioè le Soprintendenze interessate, già ascoltate a Roma in audizione, con le quali i rapporti di Palazzo dAccursio sono stati spesso burrascosi. Non commenta, per ora, Maurizio Zamboni, assessore ai Lavori pubblici: «Quando mi arriva qualcosa lo leggo». E Francesco Sutti, presidente di Atc, sembra perplesso di fronte al parere negativo del ministero: «Non ho ricevuto documenti ufficiali. Si sono dette tante cose... Ma quando qualcuno chiede una modifica, bisogna valutare se è legittimato a farlo». VISTO il no di Roma, lassociazione Altrainformazione denuncia con Delisa Merli come «sia ora evidente che lannuncio del programma dei cantieri», dato dal Comune nel gennaio 2008, fu fatto «in mancanza dei nulla osta necessari». Soddisfatta anche lAscom, in strada Maggiore, che aveva proposto un progetto alternativo, con passaggio del Civis fuori dal centro. «Ci piace che qualche dubbio sul Civis sia venuto non solo a noi, ma anche a qualcun altro», afferma il presidente, Enrico Postacchini. Che ora auspica che «lapprofondimento venga fatto anche sui tratti di via San Vitale e via San Felice, perché il passaggio del Civis genera problemi in tutto il centro storico». I PARTITI si affrettano ad attribuirsi la paternità delloperazione anti-Civis. E i meriti del suo successo. Angelo Alessandri, presidente della commissione Ambiente della Camera per la Lega nord, ricorda di avere chiesto lintervento del ministro Sandro Bondi «affinché si impedisse uno scempio per gli spazi storici della città». Fabio Garagnani, deputato di FI, plaude alla decisione del ministero, ma parla di «una vittoria del centrodestra, non solo degli amici della Lega». E ricorda le «numerose interpellanze» da lui presentate al ministero. Esulta Daniele Corticelli, candidato sindaco per Bologna Capitale. Lunedì il consiglio comunale aveva bocciato una sua moratoria sul Civis. «Oggi la moratoria ce lha data il ministero», dice lex guazzalochiano. E chiede che Sergio Cofferati e Giorgio Guazzaloca, «con la sua lista totalmente assente in questi anni di battaglia in aula ed in città al fianco dei comitati, facciano il mea culpa con i bolognesi». Immediata la replica de La tua Bologna, lista civica di Guazzaloca. Corticelli «strumentalizza con una mossa scontata e biecamente demagogica la battaglia per il Civis e i comitati di cittadini», si legge in una nota. E si precisa che il progetto Guazzaloca «aveva già modificato il tracciato del Civis nello stesso senso proposto di recente dallAscom». I Verdi, con Filippo Boriani, tornano a sventolare la bandiera di «un vero tram su rotaia». E Daniela Guerra chiede «una pausa di riflessione e un ripensamento profondo sul problema della mobilità bolognese». Stoppa tutti la Merli: «Questa è una vittoria dei cittadini, che sono sempre stati sul pezzo. Mentre tanti politici si sono mossi solo adesso».
BOLOGNA - Il civis non passerà da strada Maggiore
Riassunto in massimo 200 parole:
Il progetto del Civis, un nuovo sistema di trasporto a Bologna, è stato fermato a causa di una decisione del ministero per i Beni culturali. I due Comitati tecnico-scientifici del ministero hanno espresso obiezioni sulla mancanza di inquadramento architettonico e sulla lettura e comprensione degli spazi storici. Il Comune di Bologna aveva proposto il progetto, ma ora deve riflettere sul progetto. L'associazione Altrainformazione ha denunciato che l'annuncio del programma dei cantieri era stato fatto senza i nulla osta necessari. L'Ascom, un'associazione di strade, aveva proposto un progetto alternativo con passaggio del Civis fuori dal centro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo