La polemica Simeone Di Cagno Abbrescia replica al sindaco «La demolizione dei palazzi di Punta Perotti costerà molto cara ai baresi». Simeone Di Cagno Abbrescia non cambia idea. Lappello a ristabilire la verità dei fatti, rivoltogli dal sindaco Michele Emiliano, è per lui irricevibile. «Emiliano - dice in una nota il candidato sindaco del Popolo delle libertà - cerca un modo per diffondere affermazioni e interpretazioni giuridiche relative alla sentenza della Corte europea di Strasburgo con cui tenta di capovolgere la verità dei fatti. Fra laltro sono affermazioni del sindaco-magistrato di unamministrazione comunale che negli ultimi quattro anni è risultata soccombente in tutti i più importanti giudizi». Di Cagno Abbrescia riconosce che «gli atti amministrativi relativi allabbattimento sono stati avviati dalla mia amministrazione, ma chi ha premuto il pulsante dellimplosione è stato il sindaco Emiliano, insieme con il coro unanime di coloro che sulla distruzione degli immobili hanno investito la loro carriera politica». Il deputato del Pdl osserva che «se Emiliano avesse avuto a cuore e tutelato gli interessi dei cittadini, invece di fare propaganda elettorale, avrebbe ascoltato il parere espresso dallAvvocatura, che cercando di evitare futuri danni alla città, consigliò opportunamente al sindaco Emiliano di trovare un accordo con i costruttori che fin dal 2005 si erano dichiarati disponibili alla demolizione dei manufatti a proprie spese previo accordo su nuove aree edificabili». La risposta del sindaco non si fa attendere. «Sono addolorato del rifiuto che Simeone mi ha rivolto - dice Emiliano in una nota - Del resto, non ha voluto aiutare la città di Bari nella vicenda della riapertura del Teatro Petruzzelli nel giorno di San Nicola, non vuole aiutarmi oggi a ristabilire la verità su Punta Perotti».