Secondo i funzionari del Comune non è possibile fare una stima dei danni. Parte della refurtiva già recuperata «Il parco eolico che verrà realizzato grazie alla convenzione stipulata dal Comune con la società I.S Renewable srl, in contrada Santa Elia, non produrrà effetti nocivi, al contrario l'efficacia è comprovata in quanto l'energia rinnovabile è pulita». A dichiararlo è l'ambientalista Paolo Pantano, consigliere nazionale dei Verdi, che si dice favorevole alla delibera con cui la giunta ha autorizzato la stipula della convenzione con la società padovana. A parere di Pantano l'installazione dei pali eolici non costituirebbe un grave pregiudizio alle prospettive di sviluppo turistico dell'intero comprensorio della zona sud, così come hanno dichiarato recentemente i consiglieri di An. «La tematica- sostiene Pantano- è molto seria, molti si professano ambientalisti, ma di fondo manca la cultura ecologica che permette di fare le giuste considerazioni. L'energia che produce il vento è pulita, sicura, non dà problemi di inquinamento, inoltre, evita l'immissione di C02 nell'atmosfera. Non ci sono costi di manutenzione, tranne irrisorie spese per il mantenimento dell'efficienza. L'unico neo potrebbe essere costituito dall'altezza dei pali, 106 metri per ognuno dei 20 pali da installare. Ecco, questo, se vogliamo potrebbe deturpare il paesaggio, ma a ciò si potrebbe ovviare costituendo un medio o mini eolico, con pali di misura ridimensionata che non deturperebbero il paesaggio. In tutti i casi ci diciamo favorevoli anche perché il campo non sarebbe addentrato in un sito archeologico, né in una zona di protezione speciale; le contrade non rientrano infatti nella zona A e nella zona B non compromettono il paesaggio, non hanno corridoi ecologici, cioè aree di passaggio degli uccelli migratori». I pali non sono eccessivamente rumorose, sotto di essi si può tranquillamente coltivare, pascolare, l'impatto è minimo. Le altre alternative, secondo Pantano, riferendosi all'uranio e ai combustibili fossili, metterebbero in una condizione di dipendenza. E se gli ambientalisti si dicono favorevoli al campo eolico, Italia Nostra, sempre attenta alla tutela del paesaggio, boccia in modo categorico il progetto. «E' l'ennesimo attacco al paesaggio ibleo che desidereremmo fosse evitato in considerazione del riconoscimento Unesco alla città di Noto- sostegono. Accade sempre più spesso, come nel caso di Avola, che le concessioni riguardino porzioni di territorio del Comune, concedente prossime a quello viciniore, in tal caso il Comune concedente gode solo dei vantaggi lasciando il "danno" al Comune viciniore che non può subire quella scelta. E' stata inoltre verificata, secondo Italia Nostra, l'irrisoria ricaduta occupazionale di tali impianti e l'inadeguatezza della rete che non consente l'immissione dell'energia prodotta, fa girare a vuoto le pale vanificandone l'utilità». CARMEN ORVIETO