Finita l'attesa iniziata nel 2004. Arriva l'ascensore, ma attenzione ai reperti nel terreno Al termine di un travagliato e lungo iter iniziato nel 2004, sono finalmente partiti i lavori per dotare il municipio di un ascensore che abbatterà le barriere architettoniche. Nel cortile del palazzo comunale ieri mattina l'impresa edile Carlo Varisco di Perledo ha iniziato gli scavi per le fondazioni con l'assistenza della «Ar.Pa. Ricerche» dell'archeologo Paolo Corti, che ha seguito centimetro per centimetro il movimento del suolo. In pratica i due ricercatori della ditta hanno verificato che non ci fossero reperti interessanti nel terreno, dopo che la Soprintendenza ai beni archeologici aveva chiesto di effettuare una campionatura prima di procedere allo scavo, visto che il palazzo è classificato come storico. Era già stata esclusa la presenza di qualcosa di interessante, ma proprio per questo motivo i due ricercatori hanno documentato fotograficamente l'avanzamento degli scavi, proprio per non dare adito a contestazioni da parte di qualche storico che successivamente avrebbe potuto formulare ipotesi strane. Scoprendo i lastroni del pavimento del cortile adiacente la biblioteca, è venuto alla luce solo un vecchio condotto fognario in sasso che non ha alcun valore storico. L'ascensore, che sarà in vetro anti sfondamento, servirà il primo piano del municipio dove ci sono alcuni degli uffici comunali, compresi quello utilizzato dal sindaco e dagli assessori per il ricevimento del pubblico e la sala consiliare e proseguendo al piano superiore arriverà a servire gli uffici e l'aula udienze del giudice di pace. L'opera costa circa 90 mila euro, ed è stata finanziata con un Frisl (Fondo ricostruzione infrastrutture sociali Lombardia) sulla legge 3391. Già nel 2004 Bellano aveva ricevuto i fondi, poi per lungaggini burocratiche, dovute anche all'intervento della Soprintendenza ai Beni ambientali (che aveva chiesto di studiare nei dettagli il progetto e successivamente della Soprintendenza archeologica), li aveva persi dovendo così rincorrere la Regione dalla quale è riuscito a farsi rifinanziare l'intervento.