Accordo in maggioranza sulla destinazione dell'edificio: solo spazi espositivi e sportelli per il turismo, addio centro anziani e ludoteca La linea ormai è chiara e nessuno può più dire che sull'argomento regna il caos più completo: il Pdl ha raggiunto l'unanimità sulla destinazione del Palazzo delle Paure. Lunedì sera dopo il consiglio comunale infatti il gruppo si è riunito e ha fatto il punto della situazione in previsione della riunione con il sindaco fissata per venerdì, durante la quale si dovrà decidere definitivamente la suddivisione degli spazi del palazzo di piazza XX Settembre, in ritardo sulla tabella di marcia (doveva essere aperto già la prossima estate) ma che fra un anno dovrebbe essere finalmente restituito alla città. E in seguito alla relazione dell'assessore al patrimonio Luca Teti che già da qualche settimana aveva lanciato la proposta sulle pagine del nostro giornale, il gruppo si è ritrovato compatto. Niente uffici comunali chiusi al pubblico come ipotizzato nella vecchia destinazione (cultura e sport) ma spazi espositivi il più possibile aperti e sportelli informativi. Front office per il turismo e per i giovani ad esempio, postazioni Internet dove consultare orari dei battelli o ristoranti aperti, uno sportello sicurezza a disposizione dei commercianti e cittadini e anche gli annunci dell'Informagiovani che ormai sono un po' snobbati. Il tutto nella più completa fruibilità. «L'idea che ha visto tutti d'accordo è quella di rendere quel palazzo il più possibile aperto alla città - spiega l'assessore - di conseguenza non avrebbe senso mettere lì degli uffici comunali chiusi al pubblico, vogliamo invece che la città interagisca con quegli spazi. Quindi l'idea come avevo già anticipato, è quella di realizzare quante più possibile sale espositive per dare spazio anche a collezioni private che non trovano collocazione o materiale del Comune accatastato chissà dove. E poi - aggiunge - in collaborazione con l'Azienda di promozione turistica possiamo valutare la possibilità di dare ospitalità a uno sportello turistico, un luogo di accesso per i turisti dove potrebbero trovare tutte le informazioni utili sul nostro territorio anche tramite un Internet point. Un'idea quest'ultima che era già stata realizzata ai tempi dell'ex sindaco Bodega ma purtroppo era durata poco perché incustodita. Stavolta sarebbe diverso». Sale espositive dunque ma non in concorrenza con il polo museale che sorgerà al Politecnico, perplessità che era stata avanzata dall'assessore regionale Giulio Boscagli: un museo di 5.000 metri quadrati verrà realizzato in via Ghislanzoni ed è su quello che dovremo concentrare gli sforzi. «Il fatto è che tutte le sale museali che sono in programma sono di là dal venire - spiega Teti - mentre il palazzo sarà pronto fra un anno e potremo cominciare ad utilizzarlo. Poi quando il polo museale sarà realtà o quando verrà messo a disposizione anche la sala mensa della Badoni avremo l'imbarazzo della scelta, ma intanto potremo utilizzare quel che c'è. E non è poco». E su questa ipotesi anche i consiglieri vicini a Boscagli si sono trovati d'accordo. Venerdì dunque la proposta verrà sottoposta al sindaco, che aveva già dato il suo assenso, e ai tecnici i quali saranno chiamati a modificare il progetto interno. Dopodiché la questione sarà chiusa: anche sul Palazzo delle paure dovrà calare il silenzio. In attesa che finalmente venga aperto al pubblico.
LOMBARDIA - Nel Palazzo delle paure niente uffici. Solo mostre
Il Consiglio comunale ha raggiunto l'unanimità sulla destinazione del Palazzo delle Paure, un edificio storico che dovrebbe essere aperto al pubblico. La proposta è di trasformare l'edificio in spazi espositivi e sportelli per il turismo, con sale espositive per dare spazio anche a collezioni private. L'idea è di rendere il palazzo il più possibile aperto alla città, senza uffici comunali chiusi al pubblico. La proposta è stata sottoposta al sindaco e ai tecnici, che saranno chiamati a modificare il progetto interno. La destinazione del palazzo sarà definitiva venerdì. Il palazzo sarà pronto per l'apertura entro un anno.
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