Commercio, turismo, edilizia e sanità: parlano i quattro candidati Domani a mezzanotte si chiude la campagna elettorale per le primarie di coalizione che si terranno a Cecina domenica prossima. Si sfidano quattro candidati: Stefano Benedetti, candidato del Partito Democratico, Renzo Cioni sostenuto da Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra Democratica, Antonio Giuseppe Costantino, candidato del Partito Socialista ed Enrico Pieraccini. In vista delle consultazioni i quattro candidati hanno risposto alle nostre domande durante il forum di ieri in redazione. Un pregio e un difetto di ogni candidato avversario Benedetti: Cioni ha grande esperienza e conoscenza della realtà ma ha un carattere troppo spigoloso. Costantino è realista e pragmatico. Un difetto? Posso dire che non mi risponde mai al telefono. Pieraccini ha dimostrato di essere tenace e di carattere, però manca di esperienza politica. Cioni: Benedetti è riflessivo e aperto al dialogo, ma forse troppo riflessivo. A volte bisogna essere più impulsivi ed avere la capacità di stringere. Costantino è un uomo buono e disponibile ad ascoltare le idee degli altri. Anche in questo caso dovrebbe saper concretizzare più velocemente. Pieraccini non lo conosco bene ma ha dimostrato forte tenacia verso gli obiettivi da raggiungere. Un suo handicap la poca esperienza politica. Costantino: Benedetti conosce bene l'amministrazione ed ha una storia politica ventennale. Il difetto? Mi ha telefonato troppe volte. Cioni ha una capacita personale di affrontare i problemi essendo stato sindaco negli anni '80-90. Certo non si può pensare di amministrare oggi Cecina nello stesso modo di 20 anni fa. Con Pieraccini ho collaborato in modo costruttivo perché è disposto al dialogo. Certo, ha poca esperienza politica che di per sè non è un difetto, ma chi vince a giugno deve subito agire senza perdere un minuto. Pieraccini: Benedetti è riflessivo ma un po' troppo timoroso nell'affrontare i problemi. Dovrebbe scendere più tra la gente. Cioni ha una forte esperienza. Ma l'esperienza si può raggiungere, quello che contano sono e idee. Costantino è diplomatico aperto al confronto. La prima cosa che farete una volta eletti sindaci? P: Dovremmo analizzare la situazione lasciata da questa giunta. Vedo prioritario il rilancio turistico e commerciale della città. Il luogo dove investire è Marina di Cecina ridandogli una vitalità perché torni ad essere la cittadina più visitata e gradevole della Costa Etrusca. Per questo occorrerà portare a termine Viale della Vittoria, riorganizzare la viabilità, creare un centro di aggregazione al Circolo Forestieri. Co: Penso ad un progetto triennale per lo sviluppo economico che coinvolga aziende e sindacati collegato a tutto il comprensorio della Bassa Val di Cecina. E' importante creare posti di lavoro durevoli e a tempo indeterminato. Ci: Io parto da quello che non farei. Non farei un altro centro commerciale perché il centro cittadino di Cecina è già un centro commerciale ed è qui che bisogno investire. Cecina è tradizionalmente la città del commercio, ora non più. Un' altra cosa importante è la viabilità, quindi col progetto autostrada si dovrà aprire un tavolo di lavoro con Sat per vedere cosa accadrà a Cecina con questa nuova infrastruttura. B: Per prima cosa mi confronterei con le attività economiche e del mondo sociale. La priorità a creare lavoro stimolando gli investimenti e velocizzando gli iter burocratici nel rispetto delle norme e della tutela ambientale. Da subito investirei risorse nel piano straordinario per la manutenzione. Turismo tutto l'anno: qual è la vostra ricetta? Co: Occorre creare un'immagine turistica di Cecina che oggi non c'è partendo dalla viabilità, un sistema di parcheggi e il ripascimento delle spiagge. Occorre avviare una promozione turistica integrata in Bassa Val Di Cecina puntando sul turismo sportivo, enogastronomico, ambientale e culturale. Tra le infrastrutture il porto è opera primaria. P: Cecina ha un turismo balneare e di massa, bisogna far sì che diventi anche un turismo di qualità. Si deve investire sul turismo congressuale che porta lavoro tutto l'anno, su quello sportivo creando infrastrutture leggere a Marina di Cecina come campi da tennis, pista d'atletica. No allo stadio che non è una priorità. B: Il turismo è la nostra fabbrica. La prima cosa da fare sono gli interventi per il miglioramento del fronte-mare: i lavori antierosione, il porto, il nuovo viale. Occorre dare una differenziazione turistica puntando sul turismo sportivo, la convegnistica, il parco del fiume Cecina, le strutture di qualità come il nuovo centro benessere. Dare la possibilità agli operatori di riqualificare le loro strutture creandone anche di nuove. Ci: Molte cose di turismo sono state scritte, molte meno quelle fatte. A Cecina l'amministrazione comunale ha difficoltà a sostenere interventi economici per il turismo. Un volano potrebbe essere il rapporto pubblico-privato in cui le aziende potrebbero investire e fare guadagni, con una ricaduta e benefici per la collettività. Molto importanti sono le strutture sportive: l'area dove sorge l'aviosuperficie e la pista di go-kart è strategica ed ha bisogno di maggiori strutture. Occorre spostare le Casermette per rendere fruibile l'area della pineta con una viabilità leggera tra Marina di Cecina e Marina di Bibbona. Quali sono le priorità per il nostro ospedale? B: L'ospedale è una ricchezza per il nostro territorio. Dovremmo esserne orgogliosi perché tuttosommato funziona. Già sono stati attuati investimenti, l'insediamento di nuovi primariati. I punti da rafforzare sono il pronto soccorso e le liste d'attesa. Ci: L'ospedale è una realtà con molti punti di pregio ma di certo è necessario migliorare liste d'attesa e pronto soccorso. Si potrebbe avviare a Cecina la pratica delle medicine alternative con l'ospedale punto di riferimento per il territorio. Co: L'ospedale riesce ad assolvere la sua funzione anche per i territori circostanti Cecina. Certo il pronto soccorso e le liste d'attesa sono da migliorare. Bisognerebbe anche ripensare il rapporto tra Asl e medici di famiglia la cui azione potrebbe diminuire l'affluenza al pronto soccorso. P: Per il pronto soccorso penso che sia opportuno organizzare un organico fisso visto che oggi ci sono medici del 118. Dovrebbe essere attivata l'ala nord ovest dell'ospedale per una riabilitazione cardiologica e sub intensiva, serve una postazione fissa di risonanza magnetica, occorre creare un nuovo reparto di ortopedia con una nuova equipe. Inoltre la Società della Salute dovrebbe individuare quali sono le fasce deboli (anziani, donne sole) su cui agire. Sei d'accordo sul Progetto Stazione? E' necessario? P: Già come segretario dei Ds mi ero espresso. C'è un documento invato all'amministrazione comunale in cui si dice che il termine ultimo per realizzare questo tipo di progetto per i Ds era settembre 2007. Così come è stato presentato il progetto non può essere realizzato, va ripensato. Non possono esser fatti palazzoni nella zona di via Rosselli ma lì serve un parcheggio sopraelevato, non interrato perché quella zona si allaga. Si possono recuperare altri elementi del progetto: lo spostamento del terminal bus e il sottopasso. C'è necessità della viabilità dal Cedrino che arrivi al terminal bus. Co: Così non è più fattibile. Va ripensato partendo dal fatto che le opere pubbliche sono importanti. Va però rivista la parte dell'edilizia residenziale che è un elemento molto pesante sul territorio. Resta il fatto che per fare opere pubbliche devono intervenire i privati ed occorre un quadro finanziario che sostenga gli interventi. Ci: Dovrei essere polemico perché il progetto Stazione ha fatto discutere Cecina per 5 anni ed ora vengo a sapere dal vicensindaco, dall'ex segretario dei Ds e probabilmente anche dall'assessore all'urbanistica Benedetti che si poteva fare diversamente. Sono consapevole che c'è necessità di interventi coraggiosi per sistemare l'area della ferrovia, ma concordo con Pieraccini perché credo che non si possa appesantire quella parte di centro con interventi edilizi così massicci. Se si fanno meno residenze va cambiato il tipo di progetto. Piazza Gramsci e piazza della Libertà sono snodi commerciali importanti. B: Intanto non si può parlare di Progetto Stazione senza prendere in considerazione la riqualificazione del centro città. L'unica area disponibile in centro che oggi è degradata che può consentirci di fare un salto di qualità è quella della stazione. Il progetto prevedeva 800 posti auto pubblici, il terminal bus, i sottopassi, la viabilità, la pedonalizzazione di piazza Gramsci la riqualificazione di Piazza della Libertà. Ferrovie ci ha fatto perdere alcuni anni. Noi abbiamo approvato un regolamento urbanistico che oggi ci dà la possibilità di un aggiustamento del progetto: noi possiamo intervenire per alleggerire quelle critcità. Come? Noi possiamo acquisire aree da un'altra parte dove trasferire volumetrie di questo progetto. Questo ci consente di alleggerire il carico urbanistico, penso a Via Rosselli, mantenendo un quadro economico che torna. Cultura: pensate a Cecina dentro o fuori un consorzio fra comuni tipo Armunia? B: Nonostante la crisi economica non bisogna tenere a freno la cultura. Dobbiamo insistere sulla cultura diffusa, rafforzando le realtà locali, penso alla scuola di Musica, a quella di teatro alle esperenze dell'associazionismo. Dobbiamo sforzarci di tenere più aperto il teatro De Filippo. Dobbiamo riavviare un percorso coi comuni limitrofi. Se le esperienze del passato non hanno dati i risultati attesi, occorre riaprire un percorso nuovo. Magari iniziamo da un coordinamento, una rete di cultura di zona. Ci: Tenere di conto delle associazioni che a Cecina ci sono. Molteplici le iniziative che mi vengono in mente, una è Summerbeat che sta diventando una realtà a livello nazionale. Mi resta difficile pensare ad un'attività culturale che non sia legata ad un'area vasta. Armunia è stata un'esperienza, da migliorare però da non buttar via. Chiamiamola in un altro modo ma la strrada da percorrere è quella di un'attività culturale associata che usi tutte le strutture penso al De Filippo che è stato sottoutilizzato. Co: Valorizzare le presenze locali, si potrebbe costiture un tavolo permanente delle associazioni culturali di Cecina. Valorizzare il teatro De Filippo, il centro espositivo con la ristrutturazione del palazzetto dei congressi, la biblioteca che potrebbe essere sviluppata allestendo un caffè letterario. Penso ai musei, Villa Guerrazzi e S. Vincenzino. Lavorare insieme, fare sistema? Come? Con un'associazione tipo Armunia? Io dico di no, meglio un distretto della cultura della Bassa Val di Cecina perché al suo interno si valorizzano le realtà presenti nel distretto. Non in un'associazione con un direttore unico in cui si vanno a limitare le emergenze che ci sono nel territorio. P: E' fondamentale creare un distretto culturale che consenta la crescità culturale del territorio. La cultura a Cecina deve rinascere perché non sono stati creati eventi. Dobbiamo portare la gente in biblioteca, in luoghi di aggregazione, creare percorsi museali. Ci vorrebbe che almeno tutti gli anni ci fosse una mostra dei Principi Guerrieri a Cecina. Il teatro De Filippo va riaperto 360 giorni l'anno utilizzando i giovani e le associazioni sul teritorio. Il Comune deve investire. Bisognerà creare delle professionalità nuove legate alla formazione artistica. In giunta porterete politici, tecnici o entrambi? Ci: Innanzi tutto il 50 di uomini e il 50 di donne. Per me sono importanti le idee, quindi coloro i quali vivono e conoscono realtà come Cecina possono trovar posto in giunta. B: Non entro nel merito politici-tecnici, è una disquisizione schematica. Io credo ci devono essere persone capaci, disponibili a rapportarsi alla gente e attenti ai problemi della città. Occorre andare verso un rinnovamento, anche anagrafico. Altra cosa, lo dico da sempre, le donne non saranno in numero inferiore agli uomini. P: L'idea che ho è di dare ampio spazio alle pari opportunità e ai giovani, creando anche l'assessorato alle Politiche Giovanili. Occorre lavorare con un gruppo di persone che conoscono il territorio, hanno professionalità e possono avere esperienza amministrativa passata per creare continuità coi progetti fatti prima. Co: Chi sarà in giunta dovrà avere capacità e conoscenza del territorio. In un amministrazione i tecnici sono già presente. Un assessore deve avere competenze e ruoli politici. Insisto sulla parità di genere. Chi entra nella mia giunta deve sapere che è un lavoro impegnativo e per farlo bisogna amare la città. Quanto avete speso per la campagna elettorale? Ci: Il comitato dei garanti ha posto il tetto massimo di 10mila euro. Ora non so la cifra esatta, ma siamo sotto questa cifra. B: Come candidato ufficiale del Pd la campagna è finanziata dal partito. Le spese precise no le conosco ma siamo ampiamente sotto i 5mila euro. P: Sono un dirigente del Pd ma il partito ha deciso di convogliare tutti i finanziamenti su Benedetti. Quindi c'è una disparità fra i due candidati. La mia spesa è di 1000-1500 euro grazie al supporto di amici. Pochi i miei manifesti elettorali e guarda caso tutti dietro i cassonetti. Quella di spendere poco è una volontà in un periodo di crisi come questo. Co: Ringrazio tutti i cittadini che si sono mobilitati e mi hanno sostenuto. Ho fatto una campagna con poche risorse e comunque siamo sotto i 1000 euro.
Il Tirreno
29 Gennaio 2009
TOSCANA - CECINA. La città che voglio, ecco come sarà
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Bene culturale
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